Vranken Pommery – risultati 2009

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Cosi’ come Boizel, anche Vranken Pommery ha concluso il 2009 in modo tutto sommato dignitoso e, soprattutto, ha dato una indicazione di ripresa delle vendite di circa il 20% per il medio termine, con una cifra buttata li’ per il mercato: 320 milioni di bottiglie contro 293 milionbi del 2009. Non solo, Vranken Pommery ha anche comperato un altro produttore (Domaines Listel), attivo con 2000 ettari nella zona della Camargue e della Provenza. Vranken sembra quindi aver approfittato del momento di crisi del mercato per portare a casa un’acquisizione: vedremo nel 2010 se avra’ ragione, visto il peso dell’operazione sulla struttura finanziara del gruppo. Per ora, le indicazioni sui primi 3 mesi dell’anno (+11% a perimetro costante e +38% con dentro l’acquisizione sembrano dargli ragione). Questa acquisizione dovrebbe portare un fatturato di 55-60 milioni e un utile netto di 3 milioni circa (prima delle sinergie), che dovrebbe all’incirca compensare l’aumento degli oneri finanziari per finanziare l’acquisizione.




Tornando ai risultati, Vranken ha registrato un calo delle vendite del 5% a 270 milioni nel 2009, con una riduzione del 6% per quanto riguarda le vendite di Champagne in senso stretto (a 250 milioni). Come anche per Boizel, i volumi sono andati meglio e il prezzo mix e’ deteriorato: in questo caso parliamo di volumi stabili (contro un -9% dello Champagne nel suo complesso), e quindi di un calo del prezzo mix vicino al 7%, sostanzialmente dovuto allo spostamento di vendite verso categorie meno pregiate di prodotto: Pommery passa dal 32% al 29% delle vendite, mentre Charles Lafitte e Vranken salgono rispettivamente dal 10.6% al 12% e dal 17.1% al 18.4%).

I risultati “soffrono” di un cambio di principio contabile e da un riaggiustamento dei numeri della filiale tedesca, che ha abbassato il livello degli utili 2008 e rende quindi il confronto con il 2009 meno drammatico. Fatta questa premessa, i numeri parlano di un calo del MOL da 54m a 41m, per un margine che passa dal 19% al 15.2%, mentre l’utile operativo passa da 44m a 31m. Con oneri finanziari in calo e un impatto straordinario positivo di 11 milioni, Vranken ha tirato fuori dal cappello un utile netto di 19 milioni, contro gli 11 milioni del 2008. Se rettifichiamo gli utili, troviamo pero’ un calo del 25% circa.

Se i numeri a livello economico non sono male, dal punto di vista finanziario il bilancio risente dell’acquisizione di Listel, soltanto parzialmente compensata dall’aumento di capitale. Se prendete i numeri senza Listel il debito passa da 520 a 511 milioni. Se considerate l’acquisizione i debiti salgono da 520 a 571 milioni di euro. Includendo nel MOL i 4-5 milioni di utili di Listel, arriveremmo a un debito su MOL di oltre 10x, che puo’ essere giustificato soltanto con l’eccezionale dotazione di attivita’ fisse di Vranken e di Domaine Listel.


Il ritorno sul capitale e’ sceso al 4%, quindi un livello da “distruzione di valore”, mentre il ritorno per l’azionista e’ in ripresa a causa dell’inclusione del componente straordinario di cui abbiamo detto.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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