Boizel Chanoine – risultati 2009

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Boizel Chanoine (BCC da ora in avanti) ha fatto registrare dei risultati 2009 dignitosi, considerato l’andamento disastroso delle esportazioni di Champagne e la svalutazione della sterlina inglese, solo parzialmente compensati dal buon andamento delle vendite in Francia. Le vendite sono scese dell’8% e l’utile netto e’ sceso del 22%, pero’ nello stesso tempo l’azienda ha riposizionato i suoi prodotti sul mercato, ha fortemente ridotto gli stock nella distribuzione e si e’ concentrata sulla parte finanziaria, riuscendo a far calare il debito in modo significativo (da 535 a 471 milioni di euro). Per il 2010 BCC si attende un recupero delle spedizioni di Champagne a oltre 300 milioni di bottiglie a livello di settore e, grazie al lavoro sugli stock del 2009, si aspetta che le sue spedizioni (che in verita’ sono andate bene gia’ nel 2009, +6%) possano crescere.




Il fatturato e’ passato da 301 milioni a 276 milioni, con un calo dell’8%. Il calo e’ tutto dovuto a un peggioramento dei cambi e del prezzo-mix, dato che in termini di volumi le vendite di cresciuti del 6% da 19.8m a 21m di bottiglie. Questo significa che il prezzo medio di vendita per bottiglia e’ calato de 13% a EUR13.2, dopo aver fatto segnare un -9% gia’ nel 2008. Il record storico di 21.6 milioni di bottiglie a 16.6 euro ciascuna (=360 milioni di fatturato) e’ piuttosto lontano.

I margini sono scesi (il MOL dal 21% al 16.5% delle vendite) ma non in modo cosi’ drammatico. Innanzitutto BCC ha avuto un minor impatto di oneri di ristrutturazione, poi ha contenuto l’indebitamento e i minori tassi di interesse hanno aiutato a ridurre gli oneri finanziari (da 19 a 14 milioni). In questo modo il calo delle vendite di 25 milioni si e’ trasformato in un calo di circa 18 milioni a livello di MOL (da 62 a 46 milioni), di circa 12 milioni a livello di utile operativo (da 51m a 39 milioni) e soltanto di 4 milioni a livello di utile netto (da 20 a 16 milioni).

Detto dei risultati economici, passiamo alla struttura finanziaria, dove e’ evidente un forte miglioramento, guidato dal calo del magazzino e dal contenimento del capitale circolante. Tutto cio’ ha consentito un calo del debito da 535 a 471 milioni e un miglioramento del livello di copertura del debito con gli stock dall’85% al 90% del debito totale. I parametri di debito sulla generazione di cassa (debito su MOL) sono comunque in peggioramento da 8.6x a 10.3x, ma chiaramente questo aspetto e’ in secondo piano per un’azienda come BCC.


La profittabilita’ del capitale investito e’ ovviamente in discesa ma resta su livelli molto dignitosi, considerato l’anno orribile che l’azienda ha affrontato. Il ritorno sul capitale economico passa dal 7.5% al 6%, mentre gli azionisti si devono accontentare di un 10.5%, lontano dal picco del 17% dell’anno 2007 ma sicuramente tra i livelli piu’ interessanti del settore.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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