Baron de Ley – risultati 2009

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Con un po’ di ritardo analizziamo i risultati 2009 di Baron de Ley, che in effetti ha gia’ riportato i numeri relativi al trimestre 2010. Questo ci consente di dare corpo al messaggio principale, pero’: nel 2010 le cose dovrebbero andare decisamente meglio: le vendite sono cresciute del 17% e gli utili del 25%. La ripresa di Baron de Ley e’ partita nel secondo semestre e piu’ in particolare nell’ultimo trimestre. Le vendite si sono stabilizzate e i margini sono finalmente in ripresa (ultimo tremstre). Il commento piu’ importante oltre a questo, della ripresa, e’ relativo al fatto che Baron de Ley continua a investire in modo significativo piu’ nelle proprie azioni (riacquistandosi le azioni quotate in borsa) piuttosto che investire nella crescita dell’attivita’ (gli investimenti sono allineati agli ammortamenti, cioe’ centrati sul rimpiazzo degli impianti obsoleti).



Veniamo ai numeri. Le vendite sono calate del 3.5% a 84 milioni di euro, ma sarebbero scese del 6.4% se consideriamo soltanto il segmento delle vendite di vino imbottigliato, quello principale. Le vendite in Spagna sono calate del 3%, quelle in Europa del 2% e quelle nel resto del mondo sono scese del 9%.

I costi sono chiaramente aumentati in percentuale al fatturato: le materie prime sono salite al 42% dal 39% e il personale dal 9% all’11%. I margini sono cosi’ scesi in modo significativo. Il MOL sul fatturato e’ passato dal 36% al 32%, in valore assoluto da 32 milioni a 27 milioni. Con ammortamenti in costante calo da ormai qualche anno (segno che l’azienda investe sempre di meno), l’utile operativo scende da 23.5 a 19.2 milioni, mentre per l’utile netto il calo e’ da 19 a 15.5 milioni. Baron de Ley resta quindi un’azienda profittevole nonostante un anno molto difficile.

Il ritorno sul capitale resta su livelli soddisfacenti, frutto della politica di continuare a investire nella riduzione del capitale sociale. Il capitale investito resta fermo intorno a 180 milioni di euro, con il patrimonio netto che a 178 milioni. Il ritorno per gli azionisti viaggia vicino al 9% netto rispetto al picco del 13% di qualche anno fa: il tutto e’ frutto della riduzione (rispetto ai 200 milioni del 2007) che deriva dal riacquisto e successiva cancellazione delle azioni.


La gestione del circolante e’ stata un’altra fonte di generazione di cassa. Il magazzino e’ sceso da 120 a 103 milioni di euro, di cui 99 sono riferiti a prodotti finiti. In questo momento, l’azienda sta vendendo soprattutto le annate 2004-2005-2006 (come forse sapete Baron de Ley ha questa politica di mantenere il prodotto in cantina per qualche tempo prima di commercializzarlo), mentre a occhio la produzione 2009 a 12 milioni di euro e’ almeno il 10% inferiore al livello delle scorte di annata 2008 l’anno scorso (14 milioni). Segno che probabilmente le vendite dell’azienda potrebbero risentire un pochino di una ridotta produzione per tagliare i costi quando queste annate saranno da vendere, cioe’ tra qualche anno…

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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