JeanJean – risultati 2009 e progetto di fusione con Laroche

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Oggi parliamo di Jean-Jean, anzi no, di Advini, perche’ questo e’ il nuovo nome dell’azienda francese dopo aver approvato la fusione con Laroche, altra azienda francese questa volta della Borgogna. Ne parliamo soprattutto per raccontare questa fusione, un’operazione che tanto sarebbe auspicabile anche nel nostro mercato. Come avevamo gia’ detto nei post precedenti, Jean Jean si caratterizzava per la strategia di crescita particolarmente aggressiva, con obiettivi di fatturato a medio termine molto ambiziosi. Ma questa volta e’ andata oltre: ha deciso di sommare i suoi 170 milioni di vendite con i 27 di Laroche per fare un gruppo da 200 milioni di fatturato. Per fare questo ha comperato il 10% di Laroche e poi ha dato ai suoi azionisti il 20% della nuova azienda. La famiglia Jeanjean si e’ diluita dal 73% al 49% del capitale, ma con una serie di vantaggi piuttosto significativa.



Guardiamoli insieme. Per prima cosa, il nuovo gruppo e’ molto piu’ bilanciato, unendo la vocazione ai vini rossi e rosati di Jeanjean (82% delle vendite) a quella per i vini bianchi di Laroche (82%). Non solo, ha anche spostato il posizionamento del proprio prodotto verso la fascia premium del mercato, dove sono posizionati la maggior parte dei vini Laroche.

Secondo, consente al nuovo gruppo di crescere piu’ velocemente: Jeanjean da sola faceva un MOL di circa 9 milioni. Con Laroche diventa 12-13, cioe’ aumenta del 30-40%. Questo consentira’ un incremento delle risorse finanziarie per crescere nel settore del vino: e data la strategia del gruppo, non credo sia una cattiva previsione dire che Advini diventera’ sempre di piu’ un caso da studiare nel settore. Nel “pro-forma” del nuovo gruppo, il debito dovrebbe arrivare a 84 milioni (57 di Jeanjean oltre ai 27 di Laroche), che si confronterebbero con un patrimonio netto di 60 (gearing 140%) e come abbiamo detto un MOL di 12-13, il che significa 6.5-7x debito/MOL. 550 dipendenti.

Per quanto riguarda i risultati di Jeanjean del 2009, beh, gli obiettivi di crescita delle vendite li hanno semplicemente mancati essenzialmente per colpa della crisi. Il fatturato e’ sceso del 2.5%. Il margine MOL e’ passato dal 6% al 5.3%, con un MOL in valore assoluto in calo di circa il 10%, e cosi’ l’utile operativo che e’ passato da 4.8 a 4.1 milioni di euro. Dal punto di vista finanziario, il debito non e’ ulteriormente cresciuto (57 milioni), ma a causa del calo degli utili il rapporto debito/MOL e’ cresciuto a circa 6-6.5x.

Obiettivi. Naturalmente il nuovo gruppo non poteva non darsi degli obiettivi: si aspettano di far crescere il fatturato a 300 milioni e il MOL a 30 milioni nel giro di 5 anni. Cio’ significa una crescita annua dell’8% dal 2009 al 2014 per le vendite e del 18% per il MOL. Obiettivi aggressivi, ma certamente la fusione dara’ l’opportinita’ al nuovo gruppo di tagliare i costi di distribuzione (fusione delle reti distributive) e di alcune attivita’ industriali, oltre ad accrescere il suo potere contrattuale nei confronti dei clienti (il gruppo fa circa i due terzi delle vendite francesi con la GDO, cioe’ circa il 40% delle vendite totali).


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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