Cooperative contro aziende vinicole – indicatori di bilancio – Mediobanca 2010

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Dedichiamo un post come lo scorso anno al confronto tra cooperative e aziende vinicole, nell’ambito della ricerca Mediobanca. Cio’ e’ importante per capire come si sta muovendo l’industria vinicola italiana e quali sono le prospettive: infatti, le cooperative hanno obiettivi diversi a quelli delle aziende, il loro scopo non e’ il ritorno sul capitale investito ma bensi’ la massimizzazione dei benefici per i soci fornitori: voi direte, e’ la stessa cosa. Io vi dico: guardate questi numeri e comprendete come le cose non stanno in questo modo. Da questa analisi traiamo le seguenti conclusioni: (1) le cooperative hanno avuto risultati molto migliori delle aziende nel 2008 perche’ non hanno subito alcun impatto dall’aumento dei costi delle uve e del vino (pagano quello che “possono” non quello che “devono”); (2) la performance commerciale e’ stata equivalente, ma nel caso delle cooperative e’ stata raggiunta con un buon andamento in Italia, mentre all’estero le cooperative mostrano una crescente difficolta’ a svilupparsi; (3) il debito/MOL delle cooperative e’ stabile rispetto al peggioramento delle aziende, che pero’ e’ originato dal calo degli utili; (4) il debito delle cooperative cresce anche di piu’ di quello delle aziende vinicole, a causa di una peggiore gestione del capitale circolante (esposizione al mercato italiano?); (5) nel corso degli ultimi anni e’ evidente che le cooperative investono di meno ma rappresentano una fetta sempre piu’ significativo del debito del mondo del vino: la loro gestione mostra segni di deterioramento rispetto alle aziende vinicole.




Ho cercato di massimizzare il numero dei grafici, e quindi non mi dilungo in troppe spiegazioni. Le aziende vinicole hanno subito nel 2008 il loro peggiore anno dal 2003, con l’utile netto sceso a 39 milioni e un MOL tornato “indietro” al 2004-05. Nel caso delle cooperative invece potete apprezzare come i risultati siano essenzialmente stabili nel tempo: qui la variabile non e’ l’utile netto ma bensi’ pagare quanto piu’ possibile le materie prime apportate dai soci.


L’andamento commerciale e’ curioso. Il fatturato totale cresce esattamente nella stessa maniera negli anni, ma le aziende aumentano la loro vocazione all’export a discapito delle vendite italiane, mentre le cooperative fanno esattamente il contrario: crescono molto piu’ nel mercato domestico che fuori dall’Italia.

La struttura finanziaria e’ in forte peggioramento per le aziende vinicole che arrivano a quasi 5 volte nel rapporto debito su MOL. Nel caso delle cooperative il rapporto sta 8, stabile rispetto allo scorso anno. Se si trattasse di un’azienda vinicola vera e propria, dovrebbe presumibilmente portare i libri in tribunale. Un secondo punto puo’ essere fatto sulla gestione del capitale circolante, che e’ peggiorato nel caso delle cooperative rispetto alle aziende vinicole: questo indicatore e’ ancora piu’ preoccupante dato che, se ci pensate, le cooperative hanno un modo molto semplice di tenere questo indicatore sotto controllo: ritardare il pagamento ai soci conferitori.


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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