Contri spumanti – risultati 2008

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email


Ora posso dirlo: anche I numeri del vino ha un “cavaliere bianco”, che ogni tanto manda qualche bilancio per arricchire la casistica censita e per aiutarci a capire meglio come si muovono gli operatori nel mondo del vino e quali sono i modelli ottimali di gestione dell’attivita’. Faccio questa premessa per introdurre Contri Spumanti, che e’ un’azienda destinata ad entrare nel novero delle prime 20 aziende italiane nel mondo del vino. Nel 2008, di cui oggi parliamo, ha messo a segno un incremento del 62% delle vendite e, a leggere la relazione degli amministratori, aveva come obiettivo un ulteriore incremento del 20% per il 2009. Non solo: gli amministratori hanno anche messo le mani avanti sui margini di profitto. Il MOL su fatturato, che si e’ assestato al 4% nel 2008, era previsto crescere di 10 punti percentuali, per raggiungere il 14% nel 2009. Come si fa? (1) si tengono i prezzi di vendita invariati quando il costo delle materie prime (uva e vino) scende di oltre il 20%; (2) si aumenta il fatturato in modo significativo, riuscendo cosi’ a diluire i costi fissi su una base di vendite piu’ significativa. Se fate due moltiplicazioni, Contri Spumanti potrebbe essere diventata nel 2009 un top-20 nel mondo del vino italiano, con 54-55 milioni di euro di fatturato e 7-8 milioni di euro di margine operativo lordo. Perche vi parlavo di modello di business? Perche’ questa azienda ha 13 dipendenti e un capitale investito di 10 milioni di euro, cioe’ ha una struttura particolarmente esile rispetto ai numeri che registra.




Passiamo quindi ai numeri. Le vendite del 2008 hanno raggiunto i 45 milioni di euro, con un balzo del 63%, per il 62% realizzate in Italia. Come potete evincere dai numeri allegati, Contri Spumanti non “trasforma” quasi nulla: i costi di acquisto delle materie prime e semilavorati sono l’85% delle vendite nel 2008 (82% nel 2007), mentre gli altri costi sono il 10% circa (incluso marketing, vendite e spese generali). Il costo del personale e’ particolarmente basso: soltanto il 2% delle vendite. Proprio dalle materie prime, che calano del 25% (cioe’ a numeri del 2008 circa 9-10 euro di costi in meno) dovrebbe venire la previsione di forte migloramento dei margini, da montare sopra a un ulteriore sviluppo delle vendite.

Dal punto di vista finanziario, l’azienda non ha debiti rilevanti. L’indebitamento finanziario e’ poco sopra 4 milioni di euro e copre la meta’ del fabbisogno di circolante. Anche rispetto al MOL, il rapporto e’ di poco superiore a 2x e, se le previsioni sono rispettate, dovrebbe agevolmente scendere nel 2009 sotto 1x. L’azienda mantiene una disciplina molto forte sulla gestione del magazzino (solo 13 milioni di euro rispetto a 45 milioni di vendite, il che significa che il magazzino “gira” quasi 4 volte all’anno), mentre i tempi di incasso sono piuttosto elevati (oltre 150 giorni), ma sono compensati da altrettanto significative dilazioni verso i fornitori.

La conseguenza di tutto questo e’ un ritorno sul capitale destinato gia’ buono (oltre il 10%), ma destinato probabilmente a esplodere nel 2009, per l’azione combinata di un utile operativo in significativo incremento e un capitale investito molto esiguo.


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>