Costi e margini dell'industria del vino – aggiornamento 2009

1 commento


Fonte: ISMEA
Come per tutto il resto dell’economia gli indici di fiducia degli operatori del mondo del vino sono in netta ripresa. L’indicatore ISMEA ha ancora il segno negativo ma “la fine del mondo” e’ chiaramente scongiurata. Quali sono le principali tendenze in atto? (1) scendono i prezzi al consumo, ma scendono di piu’ i prezzi alla produzione; (2) di conseguenza, i margini hanno raggiunto nell’ultimo trimestre dell’anno il massimo storico, con un numero indice di 143 (rispetto a 130 del terzo trimestre e del massimo precedente di 139 del secondo trimestre); (3) i prezzi all’origine del vino sono in questo momento sotto pressione nel segmento DOC/DOCG, mentre piu’ stabili nel segmento dei vini da tavola, dove i volumi di vendita sembrano tenere di piu’.



Le tendenze sono chiare anche guardandole in una ottica pluriennale: la materia prima costa sempre di meno, il 13% in meno rispetto al 2000 e il 21% in meno rispetto all’anno scorso. Il costo dei mezzi di produzione (cioe’ servizi, combustibili e tutto il resto) e’ cresciuto del 32% dal 2000 ma e’ leggermente calato (2-3%) rispetto all’anno scorso. Infine, i prezzi di vendita sono in forte calo rispetto allo scorso anno (-9%) ma sono comunque il 19% al di sopra del 2000. Il quadro ci mette di fronte a una situazione di incremento dei margini rispetto alla media storica, essenzialmente legato al crollo dei prezzi delle materie prime, che di fatto rappresenta la brutta notizia di chi possiede la vigna.

Il grafico dei margini della filiera vi mostra come se e’ vero che sono in crescita, sembra anche che questa crescita si stia fermando: se la pressione al ribasso dei prezzi continuera’ nel 2010, non e’ detto che si possa vedere una inversione di tendenza dei margini: il costo dei mezzi di produzione si sta gradualmente stabilizzando dopo il picco della meta’ del 2008 (ricordate il petrolio a 150 dollari? Ecco, ci siamo capiti); inoltre, come potete vedere dal grafico dei prezzi delle uve (sempre base 100 nel 2000), i vini da tavola hanno cominciato a stabilizzarsi, mentre il calo continua per i vini DOC/DOCG, che pero’ rappresentano una parte minoritaria dei volumi totali.

Ecco, dato questo quadro, possiamo aspettarci per il 2009 dei risultati delle aziende vinicole con fatturati in ribasso ma con una buona tenuta dei margini percentuali sul fatturato, diciamo molto meglio di quello che si e’ registrata nel 2008, quando per quanto in ripresa i margini erano stati non differenti dal 2007 (presi come media annua).


Print Friendly, PDF & Email
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

1 Commento su “Costi e margini dell'industria del vino – aggiornamento 2009”

  • Giorgio

    Se ho ben capito il confronto è tra i prezzi al consumo e quelli alla produzione. Se è così, non è detto che i margini superiori vadano attribuiti alle aziende vinicole come scritto,ma alla filiera. E il sospetto che siano attribuibili alla commercializzazione è molto fondato!

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>