Canada – mercato del vino e importazioni 2009

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Fonte: OEMV
Le importazioni di vino in Canada hanno subito un leggero calo nel corso del 2009 (-1%), interamente legato a un peggioramento del prezzo mix. Nonostante la grave crisi finanziaria, il Canada si ripropone quindi come un mercato particolarmente interessante, anche e soprattutto per i prodotti italiani, che in questo contesto hanno mostrato un andamento piu’ che rassicurante. Probabilmente, parte di questo vantaggio deriva dalle caratteristiche molto peculiari dell’import canadese: (1) i canadesi importano soprattutto vino imbottigliato (e poco spumante); (2) i canadesi bevono vino di ottima qualita’, rispetto ad altri mercati. Il prezzo-mix medio dell’import canadese e’ di EUR3.2 al litro, un livello particolarmente elevato se consideriamo il minor peso degli spumanti.




I numeri che passiamo in rassegna mettono poi in luce il secondo aspetto che tante volte abbiamo avuto modo di commentare: le preferenze dei consumatori si sono leggermente ridimensionate rispetto al passato. In Canada e’ successa la stessa cosa: i volumi sono saliti del 2.6% a 3.2 milioni di ettolitri ma il prezzo medio di importazione e’ sceso del 3.7% da 3.3 a 3.2 euro al litro. Il mercato si e’ mantenuto su un livello molto interessante di circa 1050 milioni di euro.

In questo contesto, l’Italia e’ quello che e’ andato meglio, tra i 4 grandi esportatori nel paese, cioe’ Francia, Italia, Australia e USA che come vedete rappresentano quasi il 75% del valore totale delle esportazioni nel paese. E’ di fatto l’unico che si e’ mantenuto su livelli di esportazioni quasi stabili (+2%), forte di un incremento dell’8% dei volumi, cui fa da contraltare un calo del 6% del prezzo medio di vendita. Chi e’ andato male e’ l’Australia, che ha subito un calo del 13% a 160 milioni di euro, con un incremento dei volumi del 3% e una riduzione del prezzo-mix del 16%: in questi numeri si ripropone la considerazione che abbiamo gia’ fatto del forte eccesso di produzione e scorte di vino australiano che sta spingendo il prodotto australiano verso nazioni ben meno blasonate.

Detto che i francesi sono quelli che vendono al prezzo medio piu’ alto (Bordeaux e Champagne, e per loro fortuna questo mercato non e’ un mercato chiave per le bollicine e che c’e’ una vasta regione che parla francese e che si sente in qualche modo legata ai prodotti francesi), sta un pochino cambiando la geografia del prezzo mix: dopo Francia e Portogallo (presumibilmente in relazione all’import di Porto), al terzo posto si insedia l’Italia che passa davanti all’Australia. Come vedete dalla tabella Argentina, Cile e in misura minore SudAfrica stanno coprendo la parte bassa del mercato in termini di qualita’.


E questi tre paesi sono anche in crescita: l’Argentina in modo anche tumultuoso con un +51% che la proietta al quinto posto al pari del Cile, che invece e’ cresciuto “solo” del 5%. I due paesi pero’ si muovono in modo diverso sul prezzo-mix: l’Argentina ha infatti incrementato in modo molto significativo anche il suo posizionamento di mercato, quando invece il Cile e’ ormai scalato all’ultimo posto della classifica del prezzo mix tra i grandi paesi.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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