Le maggiori aziende vinicole italiane – classifica per fatturato 2008

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Fonte: Mediobanca research
Mediobanca Research (www.mbres.it) ha pubblicato lo studio annuale sulle principali societa’ italiane. Come ogni anno abbiamo estratto i dati delle aziende vinicole (18 sono quelle che lo studio Mediobanca accoglie prima del taglio dimensionale), integrandole con una mancanza (il consolidato di Santa Margherita) e con una correzione (isolando la divisione vino di Campari dal resto del gruppo). Iniziamo quindi l’analisi dei dati con il fatturato in un percorso che ci portera’ nelle prossime settimane a guardare i margini di profitto, l’indebitamento e il ritorno sul capitale. Cosa emerge da questi dati: (1) che le grandi aziende vinicole si sono comportate peggio nel 2008 rispetto al campione Mediobanca di (97 aziende oltre 20 milioni di fatturato); (2) per quanto riguarda l’andamento del 2008 delle vendite i principali “vincitori” (oltre il 10% di crescita delle vendite) se cosi’ possiamo dire sono stati Botter, Mezzacorona e Zonin, mentre Banfi, GIV e CAVIT hanno subito cali di fatturato a doppia cifra; (3) in un’ottica di medio termine, sugli ultimi 4 anni ci sono soltanto due aziende che superano il 10% di crescita annua, e sono Mezzacorona (anche grazie al fatto di essersi sostituita a CAVIT in un grosso accordo per produrre vino da vendere in USA) e Frescobaldi (grazie all’acquisizione del 2005); (4) il mondo del vino italiano si sta concentrando? Non proprio: queste 18 aziende facevano il 51% del fatturato delle prime 98 nel 2004 e fanno il 52% nel 2008. Presumibilmente, quando saranno disponibili i dati 2009 con la fusione Cantine Riunite-Coltiva-CIV-GIV si vedra’ qualcosa di piu’ in questo senso.


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Passiamo ai puri numeri. Le prime 18 aziende hanno fatturato EUR2.1bn, con un calo del 2.3% sul 2007. E’ il primo anno negativo da quando guardiamo queste statistiche e bisogna dire che dato i primi bilanci che abbiamo guardato non si tratta di una sorpresa. Possiamo sin d’ora dire che il 2009 sara’ un anno con lo stesso segno ma con un numero piu’ significativo…

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Chi sale e chi scende. A occhio c’e’ un taglio interessante in questi numeri, che fa riferimento al posizionamento di prodotto. Salvo Campari e Santa Margherita tutti quelli che sono posizionati nella fascia medio-alta del mercato hanno sofferto: Banfi (anche grazie ai problemi legati della DOCG Brunello), GIV, CAVIT sono tutte giu’ in modo significativo. In termini di leadership CAVIRO riguadagna per l’ultiimo anno la prima posizione. Piu’ sotto Campari con una crescita relativamente bassa ma costante diventa la terza forza del mercato a discapito di CAVIT, mentre sia Antinori che Giordano perdono una posizione a vantaggio di Mezzacorona che oggi e’ la quinta azienda italiana nel mondo del vino (aggiungo tra parentesi che nel 2004 era la nona).

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E questo ragionamento ci porta a guardare nel lungo termine. Su un orizzonte di 4 anni i numeri sono meno influenzati dalla contingenza e si puo’ vedere chi sta trainando l’industria del vino italiana. Diciamo che vista su 4 anni la crescita e’ stata del 3.7% (3.2% per le prime 97 aziende). E’ forse un po’ poco, anche se va detto che vedere F.lli Martini, Zonin, Antinori, Giordano e Santa Margherita e Campari nella forchetta tra il 5% e il 7% di crescita annua e’ incoraggiante. Frescobaldi mi sembra in una fascia diversa: se escludiamo l’acquisizione del 2005, la sua crescita e’ stata chiaramente inferiore al 5%.


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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

3 Commenti su “Le maggiori aziende vinicole italiane – classifica per fatturato 2008”

  • Massimo Tonini

    Caro Bacca,
    Sempre gradite le tue analisi, attendiamo i profitti per vedere chi sono i più virtuosi!
    Una nota su Campari: tu menzioni la “divisione vino” ma in realtà hai incluso i dati del “segmento vino”, che considerano Cinzano Vermuth e Sparkling, Mondoro e Riccadonna. Solo per far notare che la divisione vino di Campari (Sella&Mosca, Teruzzi, Enrico Serafino) non gestisce Cinzano & Co. ed infatti dovremmo dividere i fatturati circa per tre.
    Nel segmento vino Campari rimane un player pesante ma il solo vino delle vinicole starebbe fuori dalla top 18.
    Grazie,
    Massimo

  • bacca

    Ciao Massimo,
    tutto vero quello che dici su Campari, anche se tutti quanti qui hanno qualche cosa che non fa parte del segmento del vino fermo ma include spumanti o vermouth.
    Nel caso specifico di Campari (e rimaniamo nel campo delle stime, per quanto piuttosto vicine alla realta’), il vermouth conta circa 41-42 milioni dei 160 totali attesi sul 2009 dalla divisione vino. Altri 58-60 sono di Cinzano spumante. Se volessimo fare i puristi, bisognerebbe presumibilmente togliere i 41 milioni del vermouth e Campari scenderebbe nella classifica. Forse togliere anche tutti gli spumanti (che includono anche altri marchi come dici tu) e lasciargli i vini fermi (che saranno largo circa 40-50 milioni) e’ un po’ esagerato.

    Ma qui apriamo una voragine e ci dovremmo mettere a fare decine di riclassificazioni.
    Il post resta basato sulla pubblicazione annuale di Mediobanca sulle principali societa’ italiane, dove ho cercato di estrarre le aziende del vino con l’aggiunta della divisione vino di Campari e, lo sapevi questo?, di Santa Margherita, che non figura in questa classifica.

    Ciao!

    bacca

  • Massimo Tonini

    Grazie Bacca, tutto chiaro e ovviamente la mia era una mera precisazione e non la volontà di suggerirti una riclassificazione da “puristi”… Ma solo per la precisione, la divisione vini NON si occupa dei marchi Cinzano, Mondoro e Riccadonna.

    Per ciò che riguarda Santa Margherita, siamo davvero contenti di far parte del panel Medio-Bacca!

    Grazie e continua così…

    Ciao,

    M

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