Prezzi, costi e margini del vino – aggiornamento giugno 2008

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I dati congiunturali del settore del vino prodotti da ISMEA ci mettono ancora in luce una situazione che ricorre in molti settori economici: le vendite vanno male (affronteremo questo argomento tra qualche giorno, ma il mercato del vino potrebbe calare del 5-6% nel 2009), ma i costi scendono piu’ velocemente. Ne risulta un quadro dove tutto sommato le aziende si stanno “salvando” essenzialmente grazie al crollo dei prezzi delle materie prime (uva), e a partire da un paio di trimestri anche del costo dei mezzi di produzione (in seguito al calo del prezzo del petrolio e dell’inflazione). E’ chiaro che i migliori margini sono dovuti a un effetto presumibilmente temporaneo e che se il mercato non si stabilizza presumibilmente i margini a un certo punto scenderanno. Per questo, il clima della fiducia del settore (come rilevato da ISMEA) resta negativo. Su questo punto, se guardiamo al grafico ci accorgiamo che forse (dico forse) il peggio potrebbe essere alle nostre spalle.


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Dicevamo che i margini migliorano. ISMEA calcola che il margine e’ “141″ nel secondo trimestre, cioe’ il 41% piu’ alto del margine del 2000 e del minimo toccato dal settore nel primo trimestre 2008 in seguito al boom dei prezzi delle materie prime. Il miglioramento e’ evidente, anche se potete notare che la curva comincia a puntare verso una stabilizzazione. In altre parole, se il mercato continua a calare, e’ difficile che i margini continuino a salire (anche perche’ i prezzi delle materie prime hanno un “pavimento” sotto il quale non scenderanno, cioe’ la sopravvivenza degli agricoltori).


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Ecco quindi i due grafici relativi ai costi: la materia prima continua a calare, soprattutto per quanto riguarda i vini comuni. Questo segmento e’ anche quello che sembra piu’ colpito dalla recessione. Il prezzo all’origine dei vini comuni e’ oggi del 18% inferiore a quanto era nel 2000 e un bel 35% al di sotto del livello toccato all’inizio del 2008. Invece per i vini DOC/DOCG la situazione sembra meno volatile: i prezzi all’origine scendono, e con il secondo trimestre siamo passati sotto la soglia psicologica del “100″ (cioe’ i prezzi nominali sono ora sotto quanto fossero nel 2000), ma tutto sommato siamo soltanto del 12-13% sotto il massimo di inizio 2008.

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Concludiamo con i prezzi dei mezzi di produzione. Qui il calo e’ meno evidente e soprattutto e’ partito piu’ tardi, nel terzo trimestre (quando il petrolio stava al massimo, se ricordate). I valori sono anche oggettivamente diversi. Stiamo a 133, cioe’ il 33% in piu’ rispetto al 2000, il che ci indica un incremento annuo del 3-4% nei costi dei mezzi di produzione che sembra congruo con i trend di lungo termine.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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