Castello Banfi – risultati e analisi di bilancio 2008

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Castello Banfi ha chiuso il 2008 in leggera perdita (EUR2m) a causa sia della recessione che dell’indagine/sequestro/dissequestro della produzione di Brunello di Montalcino che fortemente impattato le vendite dal 1 Aprile 2008 (stessa cosa successa a Frescobaldi). Ne risulta quindi un quadro piuttosto negativo sul 2008, con un calo del 21% delle vendite e del 38% del MOL (ben piu’ negativo delle indicazioni sul campione Mediobanca, almeno sul fatturato), ma una prospettiva 2009 non cosi’ negativa come per il resto del settore. Nella relazione, Banfi dichiara che “[…] viene atteso un 2009 con lo stesso grado di giudizio di difficoltà, ma migliore dal punto di vista reddituale e finanziario”.


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Il fatturato e’ calato da EUR69m a EUR55m principalmente a causa della contrazione vendite della business unit vino (da EUR65m a EUR51m). Le vendite sono calate del 21-22% sia in Nord America che in Europa, mentre il calo nel resto del mondo e’ stato piu’ limitato (-16%), anche se irrilevante ai fini del risultato finale. Oggi Banfi genera circa EUR2.6m di fatturato tra enoteca, ristorazione e hotel.

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I margini sono chiaramente in discesa ma non in tracollo. Il gruppo e’ riuscito a migliorare il rapporto tra costi delle materie prime e vendite dal 44% al 41%, anche grazie al forte grado di integrazione verticale (cioe’ produce vino principalmente dai propri vigneti). Cio’ e’ stato compensato dai costi del personale, che sono invece cresciuti sia in valore assoluto (+7% a EUR12m) che in percentuale al fatturato (dal 16% al 22%). La compensazione di queste due voci ha consentito di limitare la riduzione del MOL a EUR10m (da EUR16m), con un margine che passa dal 23% al 18%. La seconda cosa che ha aiutato Banfi e’ stata la fine degli ammortamenti immateriali, che ha consentito di recuperare circa EUR1.5m sull’utile operativo, che quindi cala soltanto di EUR5m da EUR6.8m a EUR1.9m. L’utile netto come dicevamo e’ negativo a causa dei maggiori oneri finanziari e di una piccola incidenza delle tasse nonostante l’imponibile sia negativo (questo meccanismo simpatico si chiama IRAP).

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Dal punto di vista finanziario, ci sono due annotazioni da fare: la prima e’ che nonostante il calo delle vendite il magazzino non e’ “esploso” (da EUR43m a EUR45m). La seconda e’ che la riduzione del ritmo di attivita’ ha fatto calare il debito verso fornitori, determinando cosi’ un impatto negativo di circa EUR11m sul capitale circolante (parzialmente compensato da minori crediti concessi ai clienti), che passa da EUR45m a EUR52m. Il debito netto cresce da EUR40m a EUR43m, con il capitale investito che resta leggermente sotto EUR150m. Questi risultati determinano un crollo di ritorni sul capitale, che passa all’1.5% (prima delle tasse). I soci invece hanno fatto fronte a un ritorno negativo per l’1%.


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Chiudiamo con un piccolo confronto con Mediobanca: dal punto di vista del fatturato Banfi e’ andato molto peggio del settore, come vedete dal grafico con valore indice, molto presumibilmente per colpa dell’inchiesta sul Brunello. Se invece si fanno i numeri sul MOL (per il quale il rapporto Mediobanca arriva pero’ solo fino al 2007), Banfi ha un andamento molto piu’ positivo (in crescita nel 2007 quando i settore gia’ mostrava una flessione).

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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