Esportazioni di vino australiano – dati 2008

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L’Australia e’ il primo paese che pubblica i dati finali delle esportazioni di vino nel 2008. Mentre nel mondo si parla del crollo del commercio globale, dovuto principamente al calo dei consumi nel mondo anglosassone (e in parte in Europa), le esportazioni australiane hanno cominciato ad andare male con un buon anticipo, anche a causa della scarsa vendemmia del 2007, come sappiamo. Bene, quello che si nota da questi numeri (-18%) e’ una certa stabilizzazione dei volumi esportati sul valore di 7 milioni di ettolitri che ferma il calo dei volumi a -11% rispetto al 2007, mentre continua ad andare male il prezzo medio, anche dopo aver considerato l’effetto cambio. I tre principali mercati fanno tra -18% e -26% e anche dopo aver depurato per l’effetto cambio, il vino australiano subisce un calo superiore al 20% in Nord America. Pero’, il 18% del calo delle esportazioni non e’ soltanto cattiva vendemmia o cambi. C’e’ anche dietro una forte riduzione del prezzo medio (-5%), che e’ un po’ dato preoccupante per l’Australia: sugli ultimi 4 anni il calo del prezzo medio e’ del 18%, e soltanto per circa meta’ e’ attribuibile all’effetto cambio.


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Australia is the first country to publish the final figures of exports of wine in 2008. While the world is talking about the collapse of global trade on the back of lower consumption trends, Australian wine exports started to decline with a good advance, partly because of poor harvest, as we know. Well, what we see from these numbers (-18%) is a stabilization of the volumes exported to 7 million hectoliters, which stops the fall in volumes to -11% compared to 2007, while the trend is still headed down for price, even after considering the exchange rate effect. The three main markets (US, UK and Canada) are down between 18% and 26% and even after having adjusted for exchange rate effects, the Australian wine drops by more than 20% in North America. The 18% decline in exports is not just due to a bad harvest or exchange rates. There is also behind a sharp drop in the average price (-5%), and that is quite worrying for Australia: over the last 4 years the decline and the average price has been 18%, and only half was attributable to the exchange rate.

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Veniamo ai numeri: in dollari australiani sono stati esportati 2.46 miliardi, per un volume di 6.98 milioni di ettolitri a 3.53 dollari al litro. Il mercato inglese conta 806 milioni, quello USA 674 milioni e quello Canadese circa 224 milioni. Tutto il resto fa 760 milioni. Le variazioni sul 2007 sono molto negative: il valore scende del 18%, i volumi fanno -11%, il prezzo mix -8%. Di questo -8% stimiamo che la svalutazione del dollaro australiano contro il dollaro americano, canadese e la sterlina possa aver contato per circa il 3%. Resta quindi un peggioramento del mix di vendita di circa il 5%.
Numbers are in Australian dollars. Australia exported 2.46 billion dollars, with a volume of 6.98 million hectoliters at 3.53 dollars per liter. The British market did 806 million, the U.S. 674 million and approximately 224 million was in Canada. Everything else is 760 million. The % changes in 2007 are very bad: the value drops by 18%, the volumes are down 11%, the price mix -8%. Out of this -8% the depreciation of the Australian dollar against the U.S. dollar, sterling and the Canadian dollar counted for about 3%. It remains a worsening of the mix of sales by about 5%.


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Ci sono segnali positivi? Qualcuno. I volumi, che erano stati la grande forza del triennio 2005-2007 (+9%, +8% e +4% rispettivamente) sono calati dell’11% ma hanno mostrato una sorta di stabilizzazione intorno ai 7 milioni di ettolitri. Da giugno 2008 sostanzialmente i volumi di export non stanno piu’ calando in modo cosi’ significativo. Il calo su base annua era arrivato a un -14% a ottobre 2008, da quel momento si sta riassorbendo, in quanto comincia a confrontarsi con numeri in forte peggioramento dello stesso periodo del 2007.
Are there positive signs? A few. The volumes, which had been the great strength of the three years 2005-2007 (+9% +8% and +4% respectively) fell by 11% but showed a kind of stabilization at around 7 million hectoliters. From June 2008 the yearly volume of export is not decreasing anymore. The decline on an annual basis arrived at -14% in October 2008, from that moment it is fading, as it begins to deal with numbers in sharp deterioration in the same period of 2007.


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Cosa non funziona? Beh, non funziona il prezzo-mix. Anche cercando di rettificare per il cambio i calcoli non tornano. Il vino australiano vendeva a 4.27 dollari al litro nel 2004, oggi sta a 3.53 dollari: -17.4%. A spanne, il cambio dovrebbe aver contato per 8-10% di questo calo. Il resto, cioe’ la meta’ e’ calo del prezzo. Cosa succede? Mentre inizialmente il problema poteva essere quello di dover piazzare volumi significativi (da cui uscivano gli sconti), oggi il prezzo mix continua a peggiorare nonostante i volumi siano circa 1 milione di ettolitri piu’ bassi: probabilmente il segno di un problema competitivo del vino australiano nei suoi principali mercati. Appuntamento a fine giugno con i dati del primo semestre per un aggiornamento della situazione.
What does not work? Well, the price. Even trying to adjust to exchange rates the trend is quite negative. The Australian wine was sold at 4.27 dollars per liter in 2004, today it is at 3.53 dollars: -17.4%. More or less, the exchange rates should have counted for 8-10% of this decline. The rest is a true fall in the price. What happened? While initially the problem could have been to place a significant volume (being therefore obliged to lower prices), today the price mix continues to deteriorate despite the volumes are about 1 million hectoliters lower than 1 year ago: this is perhaps a sign of a competitive Australian wine in its main markets. We will look again at Australian wine exports at the end of June with the data in the first half of 2009.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

3 Commenti su “Esportazioni di vino australiano – dati 2008”

  • Antonio

    Sarà interessante confrontare i dati delle esportazioni, soprattutto nelle medesime aree, degli altri produttori.
    Sarebbe forse anche interessante confrontare l’andamento dei volumi e del valore per l’Australia con l’andalmento della moneta locale rispetto al dollaro o alla sterlina: se la moneta australiana si è svalutata rispetto ad esse e ciò non ha sostenuto le esportazioni (come aveva fatto invece in passato) allora si devono davvero preoccupare

  • bacca

    Se cerchi indietro nel blog avevo fatto una analisi delle esportazioni in valuta locale del paese di destinazione, dove si metteva in luce il vero e proprio crollo che registravano le vendite in USA…

    bacca

  • Val Tidone

    Francamente questi dati non mi sorprendono.

    Non si può pensare di sbancare i mercati mondiali senza avere alle spalle una solida storia ed una consolidata tradizione, elementi indispensabili a creare quel valore aggiunto che si cela dentro ogni bottiglia.

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