Vendite di vino italiano al dettaglio – 9 mesi 2008 e stima anno 2008

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Fonte: ISMEA Nielsen
ISMEA ha pubblicato i dati delle vendite al dettaglio del terzo trimestre 2008 in Italia. Sono dati che definirei particolarmente ma anche stranamente positivi: se da un lato i volumi continuano a calare del 2% annuo, dall’altra gli aumenti di prezzo sembrano aver funzionato e le vendite sono in crescita. L’unica nota stonata sono gli spumanti, che non recuperano il cattivo primo semestre. Ma ISMEA si spinge oltre, stimando l’andamento 2008: si parla di una crescita del 4.5% delle vendite di vino (valore) e di un calo del 6% delle vendite di spumante. Se fosse confermato, staremmo vivendo un quarto trimestre in decelerazione ma non drammatico come si poteva immaginare, e soprattutto il 2008 si confermerebbe (spumanti a parte) un anno in accelerazione rispetto al 2007. A tale proposito sarebbe bello avere una sensazione da chi sul mercato ci sta. Io non ci sto, ma trovo questi numeri un po’ strani, anche confrontandoli con quelli del primo semestre: stiamo parlando di un terzo trimestre in cui le vendite sarebbero cresciute quasi (se non) a doppia cifra…


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ISMEA published the data on retail sales in the third quarter of 2008 in Italy. I would rate this particularly data strangely positive: while volumes continue to decline by 2% per year, price increases appear to have worked, and sales are growing. The only negative sign is for sparkling wines, which did not recover the bad first half. ISMEA goes further, estimating the trends for the whole 2008: 4.5% growth in sales of wine (value) and a decrease of 6% in sales of sparkling wine. If it were confirmed, we would experience a deceleration in the fourth quarter but not dramatic one, and 2008 would be (except for sparkling wines) a year in acceleration compared to 2007. In this respect it would be nice to get a feeling of who is on the market. I’m not there, but I find these numbers very strange, even compared with those of the first half: we are talking about third quarter in which sales would grow at almost double digit …

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I numeri. Nei 9 mesi le vendite al dettaglio di vino fanno +3.7% rispetto al +1.8% del primo semestre. Data la stagionalita’ del business (circa il 19% delle vendite nel terzo trimestre), per fare alzare in questo modo il valore dei 9 mesi e’ necessario un +8.4% sul terzo trimestre per il totale vino. Siccome il vino fermo migliora da +2.9% a +5.2%, cio’ ipotizza un +10%, mentre per gli spumanti staremmo a +28% nel terzo trimestre per giustificare il passaggio da -24% a -12% (considerate che si vende circa il 10% dell’anno in estate). Voi mi chiederete ora come fa la media tra 10% e 28% a fare +8%. Non vi so rispondere.
The numbers. 9 months retail sales of wine were +3.7% +1.8% compared to the first half. Given the seasonality of the business (about 19% of sales in the third quarter), to raise in this way the value of 9 months you need +8.4%. for the total wine. As the still wine improves from +2.9% to +5.2% this assumes a 10%, while the sparkling stands at +28% in the third quarter to justify the move from -24% to -12% (considered only 10% is sold during the summer). Don’t ask me how the average between 10% and 28% makes 8%.


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I numeri previsti per fine anno invece presuppongono una limatina delle tendenze dei 9 mesi. Il totale mercato al dettaglio e’ previsto al +3.3%, che resta sempre un ottimo risultato rispetto al +0.2% del 2007, con in vini a +4.5% e gli spumanti a -6%. Se cosi’ fosse il quarto trimestre “implicito” in questi numeri sarebbe +2.6% per il totale con un +3.2% per il vino e un -2% per lo spumante.
The expectation for the end of the year are instead for a slight reduction of the trends of the 9 months. The total retail market is expected at +3.3%, which is always a good result compared to +0.2% in 2007, with a +4.5% wines and sparkling wines at -6%. If so, the fourth quarter implicit in these numbers would be +2.6% for total with a +3.2% for still wine and a -2% for sparkling wine.

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Da dove arriva questa crescita del fatturato? Essenzialmente dal prezzo. I volumi continuano a calare: nei 9 mesi sono in discesa dell’1.8%, in accelerazione rispetto al -1% del primo semestre. L’unica categoria in crescita e’ quella dei vini DOC-DOCG, che sono riportati a +3.2% in volume nei 9 mesi (e previsti a +3% sul fine anno). Per gli spumanti siamo a un -12% per le vendite a volume con un mix stabile. Sul finire d’anno il calo sarebbe del 9% con un +3% del prezzo.
How this growth is broken down? It is essentially coming from the price. Volumes continue to fall: in 9 months they are down by 1.8%, accelerating vs. -1% of the first half. The only category with volumes growth is DOC-DOCG wines, which reported +3.2% in volume in 9 months (and expected to end about +3% in 2008). For sparkling wines the -12% for volume with a stable mix would become -9% with a +3% in price.


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Questi sono i numeri che pubblica ISMEA. Di nuovo, trovo consistente la stima del calo dei volumi al 2%, mentre il +3.7% delle vendite al dettaglio mi suona obiettivamente un po’ strano. Se guardo i dati ISTAT delle vendite al dettaglio ci sono delle evidenze molto meno positive (vendite al dettaglio di alimentari sono a +1% sui primi 8 mesi dell’anno). Ma questo e’ tutto quello che (il blog) ha e quindi lo prendiamo per buono!
These are the numbers that ISMEA made public at the end of October. Again, I find the estimated decline in volume of 2% very consistent, while I am more skeptical about the +3.7% for the market. If you look at the ISTAT data, food retail sales are much less positive (retail sales of food are at 1% over the first 8 months of the year). But this is what we (the blog) have, and we take it for good.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “Vendite di vino italiano al dettaglio – 9 mesi 2008 e stima anno 2008”

  • Paolo Cianferoni

    Eccoti un commento di chi lo produce e lo vende.
    Io come altri piccoli produttori nel Chianti Classico, al momento, non notano vendite inferiori dell’imbottigliato destinato all’esportazione, anzi qualcosa in più, sopratutto per l’interesse dei nuovi Paesi della UE. Lo sfuso, invece, è al palo; nel senso che ufficialmente i prezzi rimangono stabili, ma nella realtà nessun industriale compra o compra a prezzi molto, ma molto al disotto dei costi di produzione.
    Probabilmente chi soffre di più attualmente sono proprio gli imbottigliatori che si rivolgono ad un mercato di massa dove il prezzo e la concorrenza fanno la differenza. Mentre i vini con firme che raccontano una storia, che hanno una base di tradizione, cultura e quant’altro di simile, stanno reggendo in una fascia di prezzo giusta, senza esagerazioni speculative.
    In poche parole: I vini di alta gamma secondo me fanno grande fatica, come anche i vini destinati a consumatori poco attenti o con pochi soldi. I vini di nicchia, originali e destinati a un consumo più consapevole, ma anche lo definirei hobbistico, vanno benino.
    Una similitudine: ieri parlavo con un concessionario di moto: non vendono più neanche uno scooter, ma il mercato delle moto motocross va che è una meraviglia…

  • Marco Baccaglio

    Caro Paolo,
    grazie del commento. Non le sembra che queste stime di fine anno su ISMEA siano un po’ ottimistiche. Ho appena parlato con un paio di distributori e mi dicono che Novembre e’ stato un mese da dimenticare: in altre parole la corsa ai rifornimenti per la campagna natalizia non sembra esserci stata…

    Marco

  • paolo

    Infatti non c’è stata, l’era dei cesti natalizi è finita.
    Oltretutto in mercato interno è spaccato in 3 aree con motivazioni all’acquisto diverse fra loro, in più c’è il mercato UE, e queste cose il rapporto ISMEA non le tocca nemmeno.
    Aggiungerei una cosa al discorso corretto di Cianferoni: i vini buoni vanno sempre, al massimo se ne compra di meno, ma se i vini di alta gamma sono solo i “soliti” vinoni internazionali, tutto nome e punti sulle guide, quelli restano sugli scaffali.

  • Paolo Cianferoni

    Si, anch’io penso che il mercato del vino in Italia stia soffrendo, e molto. Ma non c’è da stupirsi. Molti enotecari hanno impostato le vendite sui clienti esteri (Usa, Giappone, Germania, Austria) proponendo gamme, a mio avviso, poco riconoscibili per originalità e dimenticando le esigenze del cliente italiano. In aggiunta il turismo dall’estero in questi mesi è praticamente fermo per cui le vendite sono ferme. Da aggiungere che le vendite in Italia ai turisti sono in generale anche calate dal 2007 per l’impossibilità di portare vino in aereo (dato questo poco evidenziato dalle statistiche). Probabilmente questo tipo di mercato ripartirà a primavera (inoltrata?).
    La GDO sconta poi l’enorme offerta di troppe etichette che in sostanza offrono simili vini, con le stesse qualità ma solo con con confezioni diverse. Non hanno mai puntato sulla esclusività del prodotto a costi accessibili (non solo bassi!). La Ristorazione non è mai stata molto rilevante nelle vendite complessive e oggi, con la paura della recessione e per un oggettivo calo del lavoro, sicuramente non acquista prodotto. Quindi il mercato Italiano è sicuramente in crisi.
    Fatemi affermare però che in Italia è forse il momento del prodotto “vero” senza eccessi, senza che il consumatore debba pagare costi di marketing enormi, o costi di produzione eccessivi per qualità oggettivamente riscontrabili anche in fasce più accessibili. La speculazione, la finanza del vino, potrebbe essere al tramonto.
    Per l’estero le cose sono diverse perché il consumo del vino è legato ad uno status symbol, o legato ad un consumo di “circolo” di appartenenza, per cui è difficile rinunciare, anzi c’è la ricerca, nei circoli wine-lover di sostituire vini balsonati, costosissimi, con vini meno blasonati di alta qualità ma con prezzi più modici.
    Io non concepisco una bottiglia di vino a 100 Euro… (vedi la polemica del Testamatta nel Blog di Ziliani), ma magari concepisco tre bottiglie a 33 euro…
    Ultima considerazione: dall’Italia l’offerta all’estero di vini di buona qualità è ottima considerando l’enorme numero di tipologie di vini, dal Nord al Sud, (stimolando la curiosità) per cui il trend commerciale positivo (soprattutto in valore) mi pare consono a queste piccole e personali osservazioni.

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