Produzioni di vino di alta qualita' in calo in California nei prossimi anni?

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Ian Malone di Vineyard Investment & Finance ha recentemente scritto un paio di pagine molto interessanti relativamente alla produzione di vino di alta qualita’ in California. Secondo i suoi calcoli, la produzione di vino di alta qualita’ in California non riuscira’ a sopperire all’atteso incremento della domanda nel mercato. Come mai? Perche’ non si pianta piu’ nuova vigna (la vigna “in preparazione” e’ circa il 3% del piantato totale, nel segmento alta qualita’) e, considerando una vita media del vigneto di 50 anni, nei prossimi 3-4 anni diventeranno “obsoleti” (puo’ essere) una quantita’ di vigneti leggermente superiori a quelli che entrano in produzione. Se cosi’ sara’, l’offerta di vini ultrapremium californiani (oltre $25 di retail price) non crescera almeno fino al 2011-2012 aprendo il campo ai seguenti scenari: (1) un aumento delle importazioni di vino non americano di qualita’ in USA; (2) un aumento del prezzo delle uve californiane di alta qualita’ e, di conseguenza, del valore delle vigne californiane che forniscono questi prodotti. Dopodiche’ se i nuovi impianti riprendessero al vecchio ritmo, il vino californiano potrebbe tenere un 3-3.5% di aumento annuo della domanda… oltre questo (io ho forti dubbi che sia uno scenario realistico), il vino americano lascerebbe spazio ai concorrenti esteri…


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Ian Malone (Vineyard Investment & Finance) has recently written a couple of pages about the production of high quality wine in California. According to his calculations, the production of high quality wine in California will decline and fail to meet the increased demand in the market. Why? Because the new vineyard (still non-bearing, or about 3% of the total planted in high-quality segment) will not be enough to offset the old one, assuming an average life of the vineyard of 50 years, which over the next 3-4 years become “obsolete”. If so the offer of ultrapremium Californian wines (more than $25 retail price) will not grow until at least 2011-2012 opening the field to the following scenarios: (1) an increase in imports of non-American high quality wines in USA, (2) an increase in the price of Californian grapes of high quality and, consequently, of the value of Californian vineyards supplying these products. After 2011 if new plantings accelerate and resume the old pace, the Californian wine could hold a 3-3.5% of annual increase in demand (I have strong doubts that it is a realistic scenario), while if the market will increase more the American wine will have to leave space to foreign competitors…

I dati numerici sono un po’ stimati sulla base dei due grafici che vengono forniti nel documento originale e che replico nel post. Il punto chiave e’ la percentuale di vigna di alta qualita’ che attende di entrare in produzione rispetto a quella totale: come vedete, il ciclo (ripreso in un grafico separato per maggior chiarezza) sembra aver toccato un minimo storico: siamo passati a un 26% di potenziale incremento delle superfici del 1999 a un livello del 2.8% nel 2007. Se la vigna fosse stata piantata in modo costante (ma cosi’ non e’) e durasse 50 anni, si potrebbe dire che basterebbe il 2% di rimpiazzo all’anno per tenere la superficie. Probabilmente, Malone ha delle serie piu’ precise, che mettono in luce un “picco” delle uscite di produzione nei prossimi 3-4 anni.
The figures are somewhat estimated on the basis of the two graphs that are provided in the original document and copied in the post. The key point is the percentage of high-quality vines which are waiting to come into production over the total: as you see, the cycle (included in a separate chart for greater clarity) seems to have touched a historic low: We went from 26% of potential new areas in 1999 to a level of 2.8% in 2007. If the vineyard had been planted on a constant pace and would last 50 years, one could say that you would need 2% per year of new areas to maintain the surface. Probably, Malone has more precises figures which reveal a “peak” of exit from production in the next 3-4 years.


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Dunque, stante questa situazione, Malone fa una stima dal 2008 al 2017 e dice: cosa succede alle superfici? Sicuramente, nei prossimi 3 anni non salgono. Si starebbe tra 89000 e 90000 acri (che sono poi circa la meta’ di tutta la superficie vitata della California, giusto per mettere il tutto nel contesto). Se pero’ si riprende a piantare pesantemente come nel periodo 1995-2001 (quando si era arrivati ad avere fino a 20000 acri in preparazione) le superfici potrebbero riprendere a crescere, raggiungendo 125000acri nel 2017.
So, given this situation, Malone made an estimate from 2008 to 2017. Surely, over the next 3 years areas will not grow, staying around 89,000/90,000 acres (which are about 50% California vineyard, just to put everything in context). If California resumes plantings as in the period 1995-2001 (when we arrived was to have up to 20,000 acres in preparation) areas could return to grow, reaching 125000 acres in 2017.


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Ma? Ma, se si ipotizza che nel 2007 gli 89600 acri coprivano la domanda, questo significa che nel 2017 la California potrebbe mantenere le quote di mercato se la domanda sale del 3-3.5%. Se salisse del 5% lascerebbe un buco del 15%, se la domanda crescesse del 7% annuo il buco si aprirebbe al 30% (in perfetta progressione geometrica). Il discorso e’ sicuramente interessante: resta da vedere se e quando il mercato del vino di alta qualita’ crescera’ in volumi a questi ritmi. Il punto di partenza, cioe’ il 2008, non credo sia stato cosi’ eccitante e il 2009 puzza di bruciato. Certamente lo studio mette in mostra un certo “sotto-investimento” del settore vinicolo californiano negli ultimi anni. Resta da vedere se questa mossa sia stata un saggio rallentamento in previsione di tempi duri oppure il frutto della focalizzazione sulla generazione di cassa nel breve termine a discapito delle prospettive future…
But? But this means that in 2017 California could maintain market shares only demand rises by not more than 3-3.5%. If they would grow by 5%, this would leave a hole of 15% while if the demand grows by 7% annually the hole would increase to 30% (in perfect geometric progression). The document is certainly interesting: it remains to be seen if and when the wine market will growth with this progression. The point of departure, in 2008, I do not think it was so exciting and 2009 is not to be better. Certainly the study puts on display some “under-investment” of Californian wine industry in recent years. It remains to be seen whether this move was a wise slowdown in anticipation of hard times or the result of focus on cash generation in the short term at the expense of future prospects…

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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