DOCG, DOC e IGT in Italia – aggiornamento 2007

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Fonti: INEA, ISTAT
Incrociando i dati di INEA con quelli di ISTAT, facciamo oggi il punto sulle denominazioni di origine in Italia. Dopo una sorta di ristrutturazione occorsa nel 2002 (in cui sono scomparse 20 denominazioni, prevalentemente DOC), il numero di DOCG, DOC e IGT e’ costantemente salito, raggiungendo il totale di 476 a fine 2007. In realtà, questa crescita e’ piuttosto allineata con il graduale spostamento della produzione verso i vini di qualità, per cui la produzione media per denominazione sta in realtà leggermente crescendo, ma resta pur sempre su livelli troppo bassi (40mila ettolitri per denominazione): a livello regionale, alcune regioni hanno produzioni medie per denominazione veramente basse: Calabria, Sicilia, Liguria e Basilicata sono tutte sotto i 10mila hl per denominazione. Tra le regioni che hanno promosso un numero maggiore di nuove denominazioni va menzionata sicuramente la regione Marche (+6 dal 2001). Non e’ difficile concludere che servirebbe una sostanziale semplificazione, che possa consentire una adeguata promozione delle denominazioni: bisognerebbe proporre una sorta di soglia di sbarramento su dei minimi di produzione medi (e su un minimo di una denominazione per regione), che se non rispettati danno luogo all’abolizione della denominazione. Ci riusciremo?

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Crossing INEA and ISTAT data, we can get an update on designations of origin in Italy. After a kind of restructuring occurred in 2002 (when 20 names were deleted, mostly DOC), the number of DOCG, DOC and IGT steadily rose, reaching a total of 476 at the end of 2007. In fact, this growth is quite aligned with the gradual shift of production to quality wines, so the average production per denomination is in fact growing slightly, but is still at a very low level (40k hectoliters per denomination): split by region, some have production averages really low: Calabria, Sicily, Liguria and Basilicata are all under 10 thousand hl per denomination. Among the regions that have promoted more new names we should mentioned surely the Marche region (6 new since 2001). It is not difficult to conclude that we would need a substantial simplification, which could allow an appropriate promotion of names: we should propose a kind of threshold of the barrier on the minimum average production (and a minimum of 1 name per region), which if not respected would imply the elimination of the name. Will we succeed?

[TABLE=103]

Il primo grafico vi mostra come si e’ passati da 463 denominazioni del 2001 alle 476 del 2007. Le DOCG sono quasi raddoppiate da 23 a 40, le DOC sono passate da 325 a 316 (ma dopo la ristrutturazione erano 303), le IGT sono passate da 115 a 120. Mi verrebbe da dire che la scomparsa delle DOC non è veritiera: si tratta per lo piu’ di riclassificazioni nella categoria superiore delle DOCG.
The first chart shows you how we moved from 463 names in 2001 to 476 in 2007. The DOCG almost doubled from 23 to 40, the DOC increased from 325 to 316 (but after the restructuring they were 303), the IGT increased from 115 to 120. I would say that the disappearance of DOC is not true: it is in most cases a reclassification in the higher category of DOCG.

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Il secondo grafico incrocia le produzioni totali DOC/DOCG con il numero di denominazioni. L’unità di misura e’ l’ettolitro. Quindi mediamente una denominazione italiana (escluse IGT) fa circa 40000hl. Non e’ difficile individuare (a parte il picco del 2006 a 43000hl) un trend crescente piuttosto costante: cio’ significa che la produzione di vino DOC/DOCG cresce leggermente piu’ di quanto facciano le denominazioni. Non siamo pero’ nella situazione ottimale: se riuscissimo a far diminuire le DOC ci troveremmo con un numero minore di denominazioni piu’ grandi, con una possibilita’ maggiore di fare promozione e un costo implicito per ettolitro prodotto (o bottiglia, se volte), molto inferiore.

This second graph crosses the total production DOC/DOCG with the number of denominations. The unit of measure are hectolitres. So on average a Italia designations (except IGT) produce about 40000hl. The trend (apart from the peak of 2006 at 43000hl) is growing: this means that the production of qualità wine grows slightly more than the names. We are not in the ideal world, though. If we could reduce the names we would find ourselves with fewer lager names, with a chance to do more promotion and an implicit cost per hectolitre of product (or bottle) much lower.

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E siamo al grafico per regione. Qui vedete due classifiche. Quella della produzione per DOC/DOCG, che vede primo l’Abruzzo con 154000hl di produzione per denominazione. Forse e’ un caso, forse i motivi sono altri, ma il vino DOC abruzzese (Montepulciano) è una presenza irrinunciabile in qualsiasi reparto vino della grande distribuzione. Molto alte anche le produzioni in Trentino a 127000hl, Veneto ed Emilia Romagna. Invece, come vedete siamo ben lontani da una situazione anche normale in Calabria, Sicilia e Liguria, dove le produzioni sono veramente minuscole.
Let’s move to the chart per region. Here you see two rankings. That output by DOC/DOCG, which sees the first Abruzzo with 154000hl production per name. Maybe it is a coincidence, perhaps the reasons are others, but the Abruzzo wine (Montepulciano) presence is essential at any wine department of supermarkets. A high production per name is also in Trentino, Veneto and Emilia Romagna. Instead, as you can see we are far from a normal situation in Calabria, Sicily and Liguria, where the productions are really tiny.

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Il secondo grafico invece vi mostra come sono variate le denominazioni tra il 2001 e il 2007. Chi ha tolto e chi ha aggiunto. Tra chi a tolto (secondo me con merito), troviamo la Toscana, il Piemonte e Umbria. Chi ha aggiunto (crollando nella classifica della dimensione media) e’ stato principalmente le Marche.
The second chart shows you how the names changed between 2001 and 2007. Which regions cancelled and which added. Among those which cancelled Tuscany, Piedmont and Umbria. The one adding more denominations (collapsing in the ranking of average size) was mainly Marche.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “DOCG, DOC e IGT in Italia – aggiornamento 2007”

  • gianpaolo

    Mi viene da ridere a pensare a quanto ci complichiamo la vita noi italiani. Ma come si puo’ pensare di promuovere 476 denominazioni, spesso sconosciute ed incomprensibili anche ai piu’ smagati professionisti.
    Mancano alcuni dati che mi farebbe molto piacere vedere, semmai riuscirai ad averli, ovvero il numero di denominazioni che non sono rivendicate, o quelle che lo sono in percentuale molto bassa. Come sai la legge prevede che se una denominazione non e’ rivendicata o ha bassa percentuale di rivendicazione entro un certo numero di anni, dovrebbe scomparire. Mi risulta che questo succeda molto raramente.

  • paolo

    Ancora una volta si inseguono le chimere, come se una fascetta in più facesse la differenza, senza riscontri in bottiglia però. Adesso vediamo cosa succederà ad agosto 2009, forse qualcuno si renderà conto di essere corso dalla parte sbagliata ed essendo arrivato ultimo pagherà da bere…

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