Il disciplinare – i risultati del sondaggio sul Brunello

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Ecco i risultati dell’analisi delle risposte alla seconda parte del questionario, quella relativa alla posizione dei lettori rispetto al disciplinare del Brunello di Montalcino ed alle sue eventuali variazioni.
La metà di chi ha risposto non pensa che ci sia da fare alcuna modifica al disciplinare stesso, dimensione che arriva ai tre quarti circa di chi ha risposto se vi comprendiamo anche coloro che ammettono qualche modifica ma a patto che il vitigno, il sangiovese grosso, rimanga l’unico consentito.
Possiamo dire quindi che, complessivamente, quasi i 75% di chi ha risposto non vede valore aggiunto nel mettere mano al disciplinare del Brunello e, intoccabile, ne risulta il vitigno

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Pochissimi, solo l’1,5% pensa che valga la pena “cambiarlo subito”, con evidente attinenza ai fatti di cronaca, mentre una rimanenza significativa, poco meno del 10%, sarebbe favorevole all’introduzione di una quota di altre uve a patto che rimanga un 90% di sangiovese grosso

Invece, rispetto alle possibili modifiche da introdurre al disciplinare del Brunello, la percentuale degli irriducibili scende: “solo” il 37% risponde “nessuna”. A questi, riteniamo, si potrebbe però aggiungere quel 18% circa che ammetterebbe modifiche ma, come conseguenza, l’impossibilità di mantenere la denominazione “brunello di montalcino DOCG” in etichetta.
In buona sostanza, comunque la si studi, pare proprio che la metà di coloro che ha risposto al sondaggio consideri il disciplinare del Brunello di Montalcino intoccabile e legato al prodotto stesso indissolubilmente.
I possibilisti dell’uvaggio autoctono sono comunque numericamente significativi, il 13%, e questi ammetterebbero “una piccola percentuale di uve autoctone”.

Tra le risposte libere, vi è una certa convergenza (2,8%) tra chi ritiene che il disciplinare dovrebbe rivedere l’elenco dei vigneti iscritti ed introdurre concetti di zonazione e di classificazione indicando, con tutta probabilità, una soluzione applicabile non al solo territorio ilcinese.

E alla fine, visto che il Brunello è il vino italiano più famoso al mondo, abbiamo chiesto: ma c’è una relazione tra la fama e i vincoli introdotti dal disciplinare? Vediamo come è andata, ricordando che vi era la possibilità di risposte multiple e quindi la % non esprime gli individui ma le risposte stesse. Senza molti dubbi la maggioranza di chi risponde sì, e vede quindi una relazione tra la fama del vino ed il disciplinare, riconduce tutto al vitigno: il sangiovese grosso (42%).
Un’altra larga parte, circa un terzo, ascrive al disciplinare a tutto tondo il merito della fama del vino.
Sottile e da interpretare – vedremo come – la risposta che si è classificata al secondo posto con il 35% circa: “sì, ma famoso non vuol dire buono”.

In ogni caso è significativo (poco più del 15%) il numero di coloro che non pensano che la normativa abbia avuto alcun merito e che la fama del Brunello si debba invece a quei produttori che fanno quantità ed esportazioni rilevanti.

Torniamo per un attimo ad approfondire la risposta “Può darsi, ma famoso non vuol dire buono” data alla domanda circa la relazione tra il disciplinare e la fama del Brunello: quasi la totalità di chi ha risposto così è, rispetto alla possibilità di modificare il disciplinare del brunello, suddivisa tra l’assoluto rifiuto e la possibilità di modifiche fermo restando il vitigno.
Fatto rilevante se pensiamo che tra tutti loro oltre il 90% ha ben chiaro il fatto che il disciplinare, di per sé, non è fattore di qualità assoluta: in altri termini, per questa popolazione, qualità e fama sono due cose ben distinte e pur ammettendo che il disciplinare non è nella sua complessità una garanzia di qualità, gli obblighi rispetto al vitigno sono di grande importanza.


Concludendo, è un sondaggio che non ha lasciato statisticamente molti dubbi rispetto al disciplinare del Brunello e, se vogliamo, non lascia spazio all’introduzione di modifiche di stampo “internazionalista”, quantomeno rispetto ai vitigni. Anche la visione del regolamento in sé – che ci lascia qualche spunto per i prossimi sondaggi – appare positivamente rafforzata da quella rilevante parte di lettori che reputa il disciplinare paradossalmente inutile perché … “tanto è inapplicato e senza controlli”.

Grazie.

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