Il disciplinare – i primi risultati del sondaggio

nessun commento

Sono oltre 130 i partecipanti al nostro sondaggio, a conferma di quanto attuale sia la materia delle denominazioni d’origine, messa in risalto da quella che è forse la vicenda più eclatante dopo lo scandalo del vino “al metanolo”: il ritrovamento di partite di Brunello di Montalcino non conformi al disciplinare.
Dall’esame dei dati anagrafici si può dire che è stato un sondaggio che non ha appassionato troppo i giovani sotto ai 26 anni e che ha avuto quasi un quarto degli aderenti al di sopra dei 50 anni di età.
Contemporaneamente molti degli interventi sono stati di individui dichiaratisi o appassionati (56%) o professionisti (30%).

Veniamo ora alla prima parte del sondaggio, quella relativa al Disciplinare in quanto tale. Qui possiamo dire che gli indecisi, ovvero coloro che non hanno una conoscenza sufficiente del disciplinare in sé, sono circa un quarto.
La prima domanda, ricordiamo, voleva quantificare il percepito “positivo” rispetto al disciplinare.

Entriamo nel vivo della questione: quasi il 70% ritiene “utile il disciplinare perché” vincola all’utilizzo di“soli vitigni autorizzati “. Sembrerebbe che l’utilità del disciplinare, quando norma e determina i vitigni, sia piuttosto alta.

Di contro, la relazione tra il disciplinare e la “grande qualità” dei vini è molto labile: solo poco più del 10% lo sosterrebbe; quasi la metà, invece, ritiene che non sia proprio il disciplinare a fare un grande vino e – forse questo è il dato più eclatante – quasi il 42% rifiuta del tutto l’associazione disciplinare = grande qualità.
Rilevante inoltre che il 22% circa non vi veda nessuna garanzia, in termini di sofisticazioni ed adulterazioni, mentre più della metà ritiene il disciplinare un valido modo per mantenere il legame al territorio.
Praticamente nessuno crede che ci sia una qualche utilità di tipo economico mentre una gran parte – oltre il 60% – ritiene che l’obbligo di utilizzare solo tappi di sughero, indicato dal disciplinare, sia un elemento positivo.

In generale sembra che la reazione sia abbastanza tiepida rispetto all’utilità del disciplinare: se sommassimo le indicazioni coloro che, complessivamente,“sono d’accordo” a coloro che “sono abbastanza d’accordo” arriveremmo a poco più del 60% del totale.

Questo il quadro statistico delle risposte alla prima domanda.

E’ però esaminando le risposte alla seconda domanda che capiamo meglio come sia complessivamente positiva l’opinione dei partecipanti al sondaggio. Appare infatti eclatante che la maggior quota di “sono d’accordo” la raggiunga la domanda “il disciplinare è inutile perché non è controllabile a priori “. Come a dire che sì, è tutto sommato potrebbe anche essere strumento di garanzia, peccato che non ne venga controllata l’applicazione.

Aggiungiamo un altro dato significativo: in questa domanda i “non d’accordo” sono complessivamente oltre il 60%.

Nel dettaglio sono oltre 100 (85,4%) coloro che non vedono il disciplinare come un freno all’utilizzo di tecnologie moderne, mentre una gran parte, più del 70%, non pensa che esso impedisca ai produttori di migliorare né che esso introduca elementi economicamente penalizzanti. Leggermente meno frequente è l’opinione che il disciplinare sia basato su criteri vecchi, anche se questo aspetto è il secondo in ordine di importanza in quanto a fattori di “inutilità”.

Questo il quadro statistico delle risposte alla seconda domanda.

A breve porteremo i risultati della seconda parte del sondaggio, quella mirata al disciplinare del Brunello di Montalcino e, in quell’ottica, analizzeremo ancora questi primi risultati per trarne degli ulteriori spunti.

Grazie a tutti.

Articoli correlati:

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>