Produzione e consumi mondiali di vino nel 2007 – fonte: OIV

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Fonte: OIV
Facendo leva sulle ultime pubblicazioni di OIV riguardiamo all’equilibrio del mercato del vino a livello mondiale e di macroregioni. Conclusione: il forte decremento di produzione degli ultimi 12 mesi, sia in Australia (-4m/hl nel 2007) che nei maggiori paesi Europei (circa -18m/hl tra Italia, Francia e Spagna) ha portato a un repentino riequilibrio del mercato mondiale, stimato da OIV a 267m/hl (rispetto ai 300m/hl di picco del 2004) contro un consumo “umano” di circa 240m/hl (che ha pero’ intrapreso un timido percorso di crescita) e circa 30m/hl che OIV stima come consumo “industriale” per i prodotti derivati del vino. Come vedete dal primo grafico, quindi, secondo OIV nel 2007 il settore mondiale del vino ha incominciato a intaccare le riserve di alcol per soddisfare le richieste di produzione di prodotti derivati, dato che nel 2007 mancherebbero all’appello circa 10m/hl. Il tutto avviene in uno scenario di graduale riduzione del vigneto europeo (che ha perso circa 300k/ha dal 2000 al 2007), compensato dalla forte crescita nel resto del mondo: secondo OIV il vigneto mondiale (sia per il vino che per l’uva sultanina e da tavola) si e’ attestato a 7900 ettari.

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In Europa a 15 paesi come vedete nel 2007 dovremmo essere a circa 22m/hl di suplus produttivo rispetto ai consumi, in forte calo rispetto ai 36m/hl medi del 2001-2006 e ai circa 40m/hl degli anni 90. La produzione e’ stimata nell’ordine di 148m/hl, un calo di 18m/hl (circa 7m/hl ciascuno persi da Italia e Francia, piu’ 4m/hl dalla Spagna) rispetto al 2006 e di un bel 30m/hl rispetto al picco del 2004 di 178m/hl. I consumi stanno mostrando un calo molto moderato, meno dell’1%, sostanzialmente grazie alla buona intonazione del mercato inglese e dei paesi nordici.

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Nel resto del mondo la situazione e’ molto piu’ stabile. La produzione di 118m/hl stimata per il 2007 e’ soltanto del 3% sotto il picco storico (-17% in Europa) e i consumi mostrano una incoraggiante progressione. L’intonazione positiva dei consumi mondiali viene da qui: siamo passati da circa 100m/hl nel 2000-2001 agli attuali 114m/hl. Il resto del mondo, che era arrivato a “sovraprodurre” fino a 10-11m/hl, ha nel 2007 un surplus produttivo di meno di 4m/hl, se le stime OIV saranno confermate.

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Da dove viene questa differenza? Beh il calo di 1.8m/hl del 2007 e’ fondamentalmente da ricercare nella terribile vendemmia australiana, dove si sono persi oltre 4m/hl (siamo un buon 30% sotto il picco storico, sempre raggiunto nel 2004). Se vedete il quarto grafico, vi accorgete che, come dicevamo qualche tempo fa in un post dedicato a questo mercato, l’Australia e la Nuova Zelanda saranno degli esportatori un po’ meno minacciosi nei prossimi 2-3 anni, avendo un surplus produttivo che si e’ dimezzato dai 10m/hl del 2004-06 a 5m/hl. D’altronde possono contare su uno dei migliori mercati del mondo: i consumi di vino in questi due paesi sono in crescita costante dagli anni 90, con un passo del 3-5% annuo.

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Leveraging on the latest publications by OIV we review balance of wine markets worldwide and by macro regions. Conclusion: the sharp decrease production of the last 12 months, both in Australia (-4m/hl in 2007) and in major European countries (about -18m/hl between Italy, France and Spain) has led to a sudden rebalancing of the world market. OIV estimates a production of 267m/hl (compared to 300m/hl peak in 2004) against a “human” consumption of 240m/hl (which are moving along a timid growth path) and about 30m/hl estimate that OIV accounts as “industrial” uses for products derived from wine. As you can see from the first graph, in 2007 the world wine industry has begun to call on alcohol reserves to meet the demands of derived products, given that in 2007 approximately 10m/hl miss the call. All this happens in a scenario of gradual reduction in the vineyard in Europe (which has lost about 300k/ha from 2000 to 2007), offset by strong growth in the rest of the world: according to the OIV vineyard reached in 2007 7900 hectares.
In Europe (15 countries) in 2007 the balance should be approximately of 22m/hl of surplus, a steeper decline vs. the 2001-2006 average of 36m/hl and the 40m/hl of the Nineties. The production is estimated at around 148m/hl, a decrease of 18m/hl (about 7m/hl lost each by Italy and France, 4m/hl by Spain) compared to 2006 and 30m/hl below the peak in 2004 of 178m/hl. The consumption is showing a decline very moderate, less than 1%, mainly thanks to good intonation of the British market and the Nordic countries.
In the rest of the world the situation is more stable. The production of 118m/hl estimated for 2007 is only 3% below the historical peak (-17% in Europe) and consumption show an encouraging progression. The positive intonation of world consumption comes from here: it went from about 100m/hl in 2000-2001 to the current 114m/hl. The rest of the world, which had at some point a 10-11m/hl overproduction, in 2007 showed a surplus of less than 4m/hl, if the estimates of OIV are confirmed.
Where does this difference comes from? Well 1.8m/hl of the fall of 2007 is basically due to the terrible harvest in Australia, where they lost over 4m/hl (30% below the historic peak, reached in 2004). If you see the fourth graph, I can notice that, as we said some time ago in a post dedicated to this market, Australia and New Zealand exporters will be a little less threatening in the next 2-3 years, having a surplus production halved from 10m/hl of 2004-06 to 5m/hl. On the other hand they can count on one of the best markets in the world for consumption of wine, as they are growing steadily since the Nineties, with a pace of 3-5% per year.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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