Il mercato del vino in Australia – dati 1990-2007

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[English translation at the end of the document]
Fonte: WineAustralia.com
Dopo aver analizzato nelle scorse settimane la vendemmia e le esportazioni australiane, affrontiamo oggi l’argomento del consumo di vino in Australia. Le conclusioni sono quelle che abbiamo da qualche tempo sottolineato: gli australiani producono circa 8.3m/hl di vino (ma ne facevano oltre 12m/hl prima della siccita’) e ne bevono circa 3.8m/hl. Fino al 2007, le esportazioni rappresentavano il resto, cioe’ 7.8m/hl. Ora, con le difficolta’ della vendemmia recente, chiaramente ci saranno forti ripercussioni sui volumi esportati e, magari, anche sui consumi. Tornando ai consumi, possiamo dire che nel 2006-07, la crescita dei volumi consumati e’ stata del 4.4%, trainata da un +6% per i vini rossi e da un +3% circa per i vini bianchi.

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Come vedete dai primi due grafici ci sono due tendenze molto forti in atto nel mercato: la prima va verso i vini rossi, la seconda va verso il vino in bottiglia rispetto agli altri contenitori. Al di la’ dell’andamento degli ultimi 12 mesi, i vini rossi sono passati da meno del 25% dei consumi di vino domestici nel 1991 a circa il 43% attuali, attraverso una forte crescita avvenuta soprattutto tra il 1995 e il 2000. Nel corso degli ultimi 2-3 anni, sebbene i vini rossi continuino ad andare meglio dei bianchi (1.6m/hl contro 2.2m/hl per dare qualche numero), la tendenza sembra essersi piuttosto stabilizzata.


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Il secondo grosso trend in atto riguarda il passaggio ai vini in bottiglia. All’inizio degli anni 90 il 65% del vino era venduto attraverso il “soft pack”, categoria che include i contenitori anche morbidi di plastica. Oggi il rapporto si e’ invertito, con il contenitore di vetro sotto i due litri (cioe’ la bottiglia) che rappresenta 2m/hl dei 3.8m/hl di consumi totali e il soft pack in calo dal 65% al 45% dei volumi venduti.

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Ritorniamo sull’argomento produzione-consumo in Australia mostrando due grafici. Il primo vi rende conto di quanto siano cresciuti i consumi contro le esportazioni. Fatto 100 i due livelli del 1996 (1.6m/hl di consumi e 1.8m/hl di esportazioni), troviamo le esportazioni a 530 nel 2007 (cioe’ piu’ che quintuplicate) rispetto a un valore di 154 per i consumi (cioe’ +54%, sempre un numero che in Italia farebbe impallidire, peraltro). Rimane quindi molto chiaro che l’impostazione della produzione australiana e’ stata sin dall’inizio fatta per esportare e non per il consumo interno.

E una seconda riprova di questo viene dal fatto che la suddivisione del vigneto tra vini rossi e vini bianchi (48-52%) e’ piuttosto diversa dal modello di consumo (43-57%). In assenza di esportazioni mancherebbe circa il 10% di vino bianco e ci sarebbe il 10% di troppo di vino rosso…

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Resta la considerazione su cosa succedera’ nel 2008 al bilancio del vino australiano. Con meno di 9m/hl di produzione e probabilmente un livello di scorte di vino non superiore a 1-2 anni di consumo, e’ ovvio che qualcosa deve succedere: i 12m/hl di produzione che supporterebbero 8m/hl di export e 4m/hl di consumi non si vedranno prima del 2009, a quanto ci suggerisce la statistica di Abareconomics, ottimo sito che si occupa dell’economia del settore agricolo in Australia.

After analysing the grape crush report and exports for Australian wine we deal today with the the topic of wine consumption in Australia. The conclusions are those that we already found some time ago, stressing that Australians produce about 8.3m/hl of wine (but did 12m/hl before the drought) and drink just 3.8m/hl. Until 2007, exports accounted for the rest, 7.8m/hl. Now, with the cut of recent vintage, there will be a major impact on volumes exported and maybe even on consumption. Back to consumption, we can say that in 2006-07, growth in volumes was 4.4%, driven by a +6% for red wines and a +3% for white wines.
As you can see from the first two graphs there are two very strong trends taking place in the market: the first is the growth of red wines, the second is the increasing penetration of the bottled wine in relation to other containers. Red wines rose from less than 25% of domestic consumption of wine in 1991 to around 43% at present, thanks to a leap occurred mainly between 1995 and 2000. During the last 2-3 years, although red wines continue to grow more tha white wines (1.6m/hl against 2.2m/hl to give some number), the trend seems to have stabilized.
The second major trend is concerning the transition to bottled wines. In the Nineties, 65% of wine was sold through the “soft pack”, a category that includes several alternavie packaging systems. Today, the relationship has reversed, with bottles under two liters representing 2m/hl of 3.8m/hl of total consumption and soft pack declining from 65% to 45% of volumes sold.
We now address the production-consumption ratio in Australia with two graphs. The first puts the two trends on the same index (base 100 in 1996). In 1996, consumption was 1.6m/hl and exports 1.8m/hl. In 2007, we find exports to 530 as an index (ie 5 times more than in 1996) and consumption to an index value of 154 (ie +54%, a strong number anyhow). It is therefore very clear that the setting of production of wine in Australia was specifically designed to address foreign markets.
A second proof of this comes from the fact that the breakdown between red and white wines production (48-52%) is quite different from the model of consumption (43-57%). In the absence of exports we would derive that Australia is consistently short of 10% of white wines and 10% long of red wines.
Finally, one word about 2008 Australian wine balance. With less than 9m/hl production and probably a level of stocks of wine no more than 1-2 years of consumption, it is quite likely that a sharp fall of export volumes might happen: the 12m/hl production which would support the current 8m/hl of export and 4m/hl of consumption will not be achieved 2009, according to Abareconomics, an excellent site that takes care of the agricultural sector in Australia.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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