Produzione di vini DOC-DOCG per regione – aggiornamento 2006

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Fonte: Federdoc

Federdoc ha messo in linea tutti I numeri sui vini di qualita’ in Italia per l’annata 2006. Siamo quindi in grado di aggiornare alla vendemmia 2006 il cammino dell’Italia verso i vini di qualita’. Quali conclusioni? Beh, la crescita e’ evidente, dato che siamo arrivati al 29% del totale vino prodotto sotto la categoria dei vini di qualita’, rispetto al 26% del 2005 e al 24% del 2004. Pero’ questo cammino e’ stato intrapreso principalmente nel Nord Italia, mentre nel Centro, e particolarmente nel Sud, si continua a produrre principalmente vini da tavola. Tra le regioni che mostrano i progressi migliori vale la pena di citare la Sardegna (dal 25% al 35% di peso VQPRD) e il Friuli Venezia Giulia (dal 59% al 68%). Dall’altro lato, la Toscana ha stranamente ridotto del 4% la penetrazione VQPRD al 54%, il Piemonte e’ rimasto stabile al 65%, mentre per la Sicilia siamo tornati a uno sconcertante 0.9% dopo il balzo al 3% dello scorso anno.

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Come vedete dal grafico, la produzione totale VQPRD in Italia e’ salita a 13.5m/hl, con un progresso di circa 0.5m/ml. Per quanto sia poco in termini percentuali, va detto che questo dato si inquadra in una vendemmia peggiore. Infatti, gli altri vini (diciamo da tavola, ed escluso i mosti) hanno fatto segnare un calo piuttosto evidente da 37.5m/hl a 33.6m/hl. Presumibilmente la vendemmia 2007, dove si sono persi altri 4-5m/hl della produzione totale dovrebbe provocare un ulteriore crollo dei vini non di qualita’, intorno a 30m/hl, con un incremento dei DOC/DOCG fino al 33-34%.

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Il grafico chiave e’ quello che mostra come si e’ raggiunto questo 29%: e’ lampante che chi sta tirando il carretto e’ il Nord Italia, dove si e’ passati dal 40% al 43%, quando invece nel centro-sud si e’ rimasti intorno al 10%. Secondo la suddivisione per macroregione italiana, nel nord si producono 11.1m/hl di vino di qualita’ contro soltanto 2.4m/hl nel Centro Sud. In termini percentuali, si tratta dell’82% del totale del vino di qualita’, in crescita rispetto all’81% di un anno fa.

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Gli ultimi due grafici vi rendono conto del peso dei vini VQPRD a livello regionale e di come si sono mossi nel 2006 rispetto all’anno precedente. Poche parole sul dato totale, che vede sempre il Trentino Alto Adige con l’89% e Piemonte-Lombardia-Friuli Venezia Giulia intorno al 65-70% e sulle ultime 3, Sicilia, Puglia e Campania dove oltre il 90% della produzione non e’ VQPRD. Piu’ interessante e’ vedere come si sono mosse queste percentuali nel tempo, e qui vanno notati i progressi della Sardegna (+10%), Friuli VG e Liguria (+8%) e Marche-Abruzzo (+6%). In direzione opposta si sono mosse la Toscana, presumibilmente per questioni relative alla vendemmia, ma soprattutto vale la pena di sottolineare il regresso della Sicilia, che e’ passata dal 3% all’1% che era il numero del 2004.

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Infine, una parola sui numeri assoluti: il piu’ grande produttore di vini VQPRD in Italia e’ il Veneto, seguito dal Piemonte, rispettivamente a 2.5m/hl e 2.1m/hl. Seguono Toscana a 1.6m/hl ed Emilia Romagna con 1.3m/hl. Nel file allegato trovate tutti i dettagli dell’ultimo triennio.

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Federdoc published the data on quality wines production in Italy in 2006. What conclusions? Well, growth is evident as quality wines increased their weight to 29% of total wine produced, compared to 26% in 2005 and 24% in 2004. However, this increase was achieved mainly in northern Italy, while in the centre and particularly in the south of the country, continues to produce mainly table wines. Among the regions that show more significant progress, we would mention Sardinia (from 25% to 35% weight VQPRD) and Friuli Venezia Giulia (from 59% to 68%). On the other hand, Tuscany strangely reduced by 4% quality wine penetration to 54%, Piedmont remained stable at 65%, while Sicily was back to a staggering 0.9% after the leap to 3% last year .
As you can see from the graph, the total production in Italy and VQPRD increased to 13.5m/hl, with a progress of about 0.5m/ml. Although the progress was little in percentage terms, it must be said that this figure is arising from a less rich vintage. Indeed, as the other wines (or table wines, and excluded musts) have reported a pretty evident fall from 37.5m/hl to 33.6m/hl. Presumably the 2007 harvest, where we lost another 4-5m/hl of total production should cause a further drop in table wine to around 30m/hl, providing further advantage for quality wines.
The key graph shows how this 29% was reached: the key improvement is was achieved in Northern Italy, where the ratio rose from 40% to 43%, while in central-south it was stable around 10%. According to the breakdown for Italian macro-regions, in the north are produced 11.1m/hl quality wines vs. only 2.4m/hl in Center/South. In percentage terms, this is 82% of the total quality wine, an increase compared to 81% a year ago.
The last two graphs show the weight of quality wines at regional level and how they moved in 2006 over the previous year. A few words on the total figures, which show as usual Trentino Alto Adige leading the rank with 89% and Piedmont/Lonbardy/Friuli-Venezia-Giulia at around 65-70%; the latest 3 are Sicily, Puglia and Campania where more than 90% of production is still concentrated in table wines. It is more interesting to see how these percentages moved over time, and here it must be noted the progress in Sardinia (+10%), Friuli VG and Liguria (+8%) and Marche-Abruzzo (+6%). In the opposite direction, we can see the movement of Tuscany, presumably for issues relating to a less rich harvest, but above all it is worth stressing the decline of Sicily, which in 2005 rose from 1% to 3%.
Finally, a word about absolute numbers: the largest producer of quality wine in Italy was Veneto, followed by Piedmont, respectively with 2.5m/hl and 2.1m/hl. After them, there is 1.6m/hl produced in Tuscany and Emilia Romagna with 1.3m/hl. In the attached file you can find all the details of last three years.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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