Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino – dati di produzione 2006

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Fonte: Consorzio del Brunello di Montalcino, Federdoc
Nella speranza di non aizzare polemiche ulteriori sulla questione della composizione del Brunello vi posto un po’ di statistiche che gentilmente il Consorzio mi ha fornito e che ho incrociato con qualche dato Federdoc (purtroppo ancora fermo alla vendemmia 2005). I dati mostrano una continua crescita dei dati di imbottigliamento del Brunello nel 2006, una battuta d’arresto per il Rosso di Montalcino dopo il balzo del 2005 e una sostanziale stabilita’ per la DOC Sant’Antimo intorno a 500k bottiglie. I dati mostrano anche una forte connotazione internazionale dei prodotti, con una quota di esportazioni superiore al 62% per il Brunello e addirittura del 94% per la DOC Sant’Antimo. Infine, un calcolo piuttosto interessante (se non ho sbagliato!) sul potenziale di produzione di Brunello e Rosso di Montalcino, che sembra differire molto da quanto dichiara Federdoc… come se non si producesse tutto il Brunello che si potrebbe…


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Il Brunello resta il prodotto principe con circa 6.8m di bottiglie prodotte nell’anno solare 2006 (probabilmente 7.1m nel 2007), davanti al Rosso di Montalcino con 4.4m bottiglie nel 2006 (e a quanto sembra ben oltre 5m nel 2007). La DOC Sant’Antimo resta relativamente marginale con circa 0.5m di bottiglie prodotte (0.7m a detta del Consorzio come media produttiva, che peraltro non e’ ravvisabile nella tabella). Si tratta di produzioni in crescita piuttosto significativa: per il Brunello si tratta di un +9% che arriva dopo il +8% del 2005, mentre per il Rosso di Montalcino dopo il balzo del 2005 (+55%), abbiamo una stabilizzazione (-5% nel 2006). Secondo il consorzio (che rappresenta il 100% dei produttori), il giro d’affari del settore a Montalcino e’ arrivato a EUR120m, che significa un valore per bottiglia piuttosto significativo di EUR10.2.

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Il secondo angolo interessante che ci offre il Consorzio e’ il tipo di distribuzione per diversa denominazione, da cui possiamo apprezzare che nel 2005 il Brunello e’ per il 42% venduto in Italia (seguita dagli Usa per il 25%, la Germania per il 10%, la Svizzera per il 7%, il Canada per il 5%, Inghilterra 3%, Giappone 3%). Mentre Rosso di Montalcino e Moscadello restano dei prodotti un po’ piu’ italiani (55%), Sant’Antimo e’ un prodotto esclusivamente realizzato per i mercati esteri, con un peso del 94% del totale.

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Passando a Federdoc, ci sono due chiavi di lettura per i dati. Primo, vale la pena analizzare la suddivisione per vitigno dei 900 ettari iscritti nel 2005 alla DOC (787 nel 2004). Come vedete, la categoria “rosso”, che poi si riconduce al Sangiovese, rappresenta i due terzi del totale, mentre il taglio bordolese raggiunge circa il 27% del totale. Esistono (incredibile) mezzo ettaro di Pinot Nero e ben 5 ettari di Pinot Grigio. Secondo, e per andare su argomenti un po’ piu’ seri, si possono analizzare i dati di superficie totale del 2004 e del 2005, dove e’ possibile notare un incremento della superficie a Brunello da 1992 a 2024 ettari (cui corrisponde un leggero calo di produzione delle uve da 124mila quintali a 118mila) e una sostanziale stabilita’ del Rosso di Montalcino a 250 ettari (produzione da 16.3k quintali a 14.9k quintali). Con queste produzioni in ettolitri, sarebbe lecito aspettarsi dei volumi (in futuro, naturalmente) di oltre 15m di bottiglie di Brunello ma, stranamente soltanto di 2-3m di Rosso di Montalcino. Cio’ significa che, anche allo stato attuale sembra di poter capire che una parte anche non piccola di vigna iscritta all’albo del Brunello sia poi, di fatto, utilizzata per produrre il vino meno nobile. Potenziale per migliorare oppure difficolta’ a vendere?

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Hoping not to feed further controversy on the issue of Brunello I am posting some statistics that Consorzio del Brunello kindly provided and I crossed with some data from Federdoc (unfortunately still not updated beyond 2005). Data show continued growth for Brunello in 2006, a small setback for the Rosso di Montalcino after the leap of 2005 and a flattish performance of DOC Sant’Antimo at around 500k bottles. The data also show a strong international exposure with a share of exports exceeding 62% for Brunello and even 94% for Sant’Antimo. Finally, a rather interesting calculation (if I am not wrong!) on the production potential for Brunello and Rosso di Montalcino, which seems very different from what Federdoc declares… as if a lot of Rosso di Montalcino bottles are coming from Brunello vineyards…
Brunello is clearly the key product with 6.8m bottles produced in the calendar year 2006 (probably 7.1m in 2007), followed by Rosso di Montalcino with 4.4m bottles in 2006 (and apparently beyond 5m in 2007). Sant’Antimo DOC remains relatively marginal with about 0.5m bottles produced (0.7m what the Consortium declares as an average production, which is not seen in the table). These production levels are growing quite significantly: for the Brunello we talk about a +9% after a +8% in 2005, while Rosso di Montalcino after leap of 2005 (+55%), stabilised (-5% in 2006). According to the consortium (which represents 100% of the producers), the turnover of the sector in Montalcino reached EUR120m, which implies a value per bottle of EUR10.2.
The second interesting angle is the export for different denominations (2005 data). For Brunello, Italian sales stood at 42% of the total (followed by the USA for 25%, Germany for 10%, Switzerland 7%, Canada for 5%, England 3%, Japan 3%). While Rosso di Montalcino and Moscadello remain more skewed to the Italian market (55%), Sant’Antimo is a product exclusively made for the foreign markets, with a weight of 94% of the total.
Turning to Federdoc, there are two keys for reading the data. First, it is worth analyzing the breakdown of the 900 hectares in 2005 (787 in 2004) for Sant’Antimo DOC. As you can see, the category “red”, which is based on Sangiovese, represents two-thirds of the total, while Bordeaux grapes reach approximately 27% of the total. There are (incredible) half hectare of Pinot Noir and 5 hectares of Pinot Grigio. Secondly, and moving to more serious issues, Brunello moved from from 1992 to 2024 hectares (which corresponds to a slight decline of production from 124k quintals to 118k) and flat Rosso di Montalcino area at 250 hectares (production from 16.3k quintals a 14.9k quintals). Translating these productions in hectolitres, it is legitimate to expect volumes (in the future, of course) of over 15m bottles of Brunello but strangely only 2-3m of Rosso di Montalcino. This means that, even at present we are not able to understand fully how Federdoc figures fit with Consorzio ones (although taken in different years) it seems that a portion of Brunello vineyards are used to produce Rosso di Montalcino… Potential to improve or trouble to sell expensive wines?

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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