Asti spumante – vendite 2007

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Fonte: Consorzio Asti
La denominazione Asti sta senza dubbio vivendo un periodo di ripresa. Le vendite sono balzate nel 2007 del 11% a 79m di bottiglie, grazie alla progressione del prodotto all’estero e in particolare in alcuni mercati quali la Russia. Menzionerei, come dato non secondario, che la denominazione Asti e’ caratterizzata da produttori mediamente grandi ed organizzati, anche grazie alla significativa dimensione dei volumi venduti e che il Consorzio ha condotto una pesante campagna pubblicitaria per rilanciare il prodotto proprio lo scorso anno. Come dicevamo le vendite totali hanno sfiorato i 600mila hl, contro 531mila del 2006. In un’orizzonte temporale piu’ lungo si nota meglio il balzo delle vendite, dopo anni in cui la crescita piu’ significativa era stata del 4% circa e in un paio di anni (2003-04) le vendite erano addirittura calate

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Le vendite sono soprattutto sostenute dalle vendite estere, dove viene spedito l’80% della produzione, il un valore sicuramente tra i piu’ alti tra tutti i vini italiani. Cio’ significa che al di fuori dell’Italia le vendite sono cresciute del 13%, dopo uno stop nel 2006 (+2%). Va detto che anche in Italia il 2007 e’ stato il miglior anno dal 2000 a questa parte: le vendite sono salite a 117mila hl, +4.4%, sempre sotto al livello di 130mila hl che la denominazione aveva raggiunto nel 2000.

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Passando al dettaglio delle vendite estere, possiamo dire che continua il processo di diversificazione geografica: i mercati “secondari”, cioe’ quelli dopo i primi 10, sono cresciuti del 40% nel 2007, dopo aver registrato crescite del 20-25% sia nel 2005 che nel 2006. Il secondo dato molto importante e’ la progressione del mercato russo, che ormai rappresenta il 9% delle vendite totali di Asti con 7m di bottiglie (poco piu’ del 10% delle vendite estere). Dal grafico potete notare la vera e propria progressione del mercato russo, che nel 2000 assorbiva soltanto 500mila bottiglie: la crescita annua in 7 anni e’ del 52%, confermata anche nel 2007 con un +48%. Cio’ ha consentito di compensare i cali in altri mercati come il Canada (-22%, dopo l’exploit del 2006, tornato a 1m di bottiglie), il Giappone (-19% a 1.6m di bottiglie, ormai lontano dai 2.3m di bottiglie del 2004) e il Portogallo (-11%, terzo calo consecutivo, ormai a 1.75m di bottiglie rispetto ai 2.2m del 2005). I mercati chiave restano la Germania, dove le vendite sono rimbalzate del 5% (2006 -3.6%) a 15.6m di bottiglie e gli USA con 12.4m di bottiglie (stabili, molto vicini al massimo storico di 13-13.5m di bottiglie).

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Una menzione finale per il Moscato di Asti, che ha vissuto un altro anno di grande crescita (ancora una volta meglio del fratello maggiore), passando da 9.7m a 11.1m di bottiglie (attenzione perche’ i numeri storici sono stati leggermente cambiati rispetto al post passato). La crescita del 15% (+12% per le aziende del consorzio) e’ generata da un +18% delle vendite estere e un +4.6% per le vendite italiane.

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Asti sparkling wines are undoubtedly experiencing a period of recovery. Sales jumped in 2007 by 11% at 79m bottles, thanks to the progression outside Italy and particularly in some markets such as Russia. To place the discussion in the right perspective, I would highlight that Asti denomination is characterized by quite large producers, thanks to the significant size of production and that the consortium invested heavily last year to revive the product. Total sales nearly touched 600 thousand hl against 531k of 2006. Looking at this performance over the long term, it clearly represents a leap after years in which the highest annual growth was in the region of 4% and with a couple of years (2003-04) in which volumes sold were actually down

Sales are mainly supported by foreign sales, which are now 80% of the total, a value among the highest for Italian wines. International sales were up 13% in 2007 after a stop in 2006 (+2%). It must be said that even in Italy 2007 was the best year since 2000: sales increased to 117k hl, +4.4%, although they remain below the level of 130k hl that Asti had reached in 2000.

Moving to the detail of retail sales outside Italy, we can say that the process of geographic diversification continues: non core markets (ie from n.10) were up 40% in 2007, after a growth of 20-25% in both 2005 and 2006. The second very important highlight is the Russian market, which now accounts for 9% of total sales of Asti with 7m bottles (slightly more of 10% of exports). The graph shows the progression in the Russian market, which in 2000 absorbed only 500k bottles: the annual growth in 7 years is 52%, confirmed in 2007 with a +48%. This performance offset the losses in other markets such as Canada (-22%, after the exploit of 2006, back to 1m bottles), Japan (-19% to 1.6m bottles, now far from 2.3m bottles of 2004) and Portugal (-11%, the third consecutive decline, now 1.75m bottles vs. 2.2m in 2005). The key markets are still Germany, where sales have bounced by 5% (2006 -3.6%) to 15.6m bottles and the United States with 12.4m bottles (stable, very close to the historical maximum 13-13.5m bottles).

A final statement Moscato di Asti, which experienced another year of high growth (once again better than Asti Spumante), from 9.7m to 11.1m bottles (be careful because historical numbers were slightly restated compared to what we posted last year). Growth was 15% (+12% for companies in the consortium), broken down as +18% in foreign sales and +4.6% for the Italian market.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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