Borgogna – superfici e produzione, aggiornamento 2006

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L’ottimo sito dei vini di Borgogna fornisce dati piuttosto aggiornati (2006) relativamente alle superfici e produzioni dei vini locali, che affrontiamo oggi, ma anche del mercato dei vini di Borgogna e, soprattutto, fornisce i risultati di uno studio su CHI beve questi vini, un passo secondo me preliminare per capire in che maniera fare la promozione dei propri prodotti. Le principali conclusioni di questa prima puntata sono chiare: l’eccellenza produttiva della zona e’ il 2% della superficie e non viene modificata con dei decreti, la specializzazione e’ molto spinta, le aree sono alternativamente votate ai volumi o alla massima qualita’. Cosi’ si creano le condizioni per un prodotto agricolo di grandissimo successo. Non nel 2000, ma dagli anni 60 in avanti (piu’ indietro non siamo riusciti ad andare…).

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The internet site of Burgundy wines provides a very detailed analysis of the areas and production with we analyse today but also of the market and consumer profile of Burgundy wines, which should be a preliminary step for any serious plan to support a product. The main conclusions are clear: the production excellence is very tiny, 2% of areas, protected and “close”; production is specialized, wine areas also. These are ingredients to create a successful story of an agricultural product. Not in 2000, but since the Sixties (before we don’t have data…).


In Borgogna ci sono 27188ha vitati da cui si ricavano nel 2006 1.48m/hl di vino (equivalenti a una resa media di circa 86q/ha), una porzione piccolissima della produzione francese: stiamo parlando di circa il 3% della produzione totale di vino e del 5% della produzione di vini di qualita’ (VQPRD). Le superfici vitate in Borgogna sono costantemente cresciute negli ultimi 40 anni, passando da meno di 15000ha del 1960, ai 20000ha del 1985, superare 25000ha nel 1995. Diciamo che nel corso dell’ultimo decennio l’aumento delle superfici sta rallentando, avendo aggiunto solo 2000 ettari rispetto ai 5000 del decennio precedente.
In Burgundy there are 27188ha of planted area, producting in 2006 1.48m/hl of wine (yield of roughly 86q/ha), a very small portion of French wines (3% of the total, 5% of quality wines). Planted area grew constantly over the last 40 years, moving from less than 15000ha in 1960 to 20000ha in 1985, exceeding 25000 in 1995. Let’s say that in the last 10 years the growth is slowing down a bit, just 2000ha more vs. 5000 in the previous decade.

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E’ inutile dire che questa zona vinicola e’ di grande successo, come vediamo dall’aumento delle aree vitate e come vedremo dai dati di mercato. Vale la pena pero’ di sottolineare che questo successo si costruisce con una grande specializzazione di vitigni e una grande selezione della produzione e anche delle aree di produzione. Proprio partendo dalle aree, come vedete il Maconnais ricopre 6800 ettari ed e’ la principale area, con una produzione di oltre 300k/hl e una resa in vino di 50hl/ha. La Cote de Beaune con 6000 ettari e’ il primo “picco” di qualita’: solo 200k/hl, 34hl/ha, cioe’ circa 55 quintali. Poi c’e’ lo Chablis, dove le rese dei 4600ha sono piuttosto alte a 56hl/ha. Sicuramente degna di nota la Cote de Nuits, che produce solo poco piu’ di 100k/hl su 3800 ettari… 28hl/ha, 45q/ha: picco qualitativo.
Needless to say that this is a very successful area. We underline that there are clear features supporting this success: specialization of grapes and areas and very strict and tiny “quality jerarchy”. Moving from the areas, Maconnais represents 6800ha and is the main area in terms of voumes with over 300k/hl of production and a yield of 50hl/ha. Cote de Beaune is 6000ha and is the first quality peak: just 200k/hl of 34hl/ha which are roughly 50q/ha. Then it comes Chablis, where yields are rather high (4600ha with 56hl/ha) and finally, the most important, Cote de Nuits producing just over 100k/hl with 3800ha… 28hl/ha… 45q/ha.

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Passiamo ai vitigni, per sottolineare la specializzazione sullo Chardonnay (46% della produzione e 60% della produzione totale) e sul Pinot Noir (36% delle superfici e 30% della produzione). Minoritario ma presenti Gamay e Aligote’ (7.5% e 3.5% della produzione rispettivamente).
Grapes. Chardonnay is 46% of areas and 60% of produciton, while Pinot Noir is 36% of the area and 30% of production. Other grapes (Gamay and Aligote’) are clearly marginal.

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La piramide delle denominazioni e’ molto spinta. Sta a dire: su questi 27000 ettari ne abbiamo identificati 514, di cui 320ha in rosso e 194ha in bianco, che rappresentano il nostro picco qualitativo e sono i nostri Grand Cru. Prezzi: talvolta decine, talvolta centinaia o migliaia di euro per bottiglia. Il resto, cioe’ quasi tutto lo dividiamo equamente tra denominazioni comunali e regionali, che mi piacerebbe confrontare (anche se non del tutto corretto) con le DOC e le IGT. Qui non si aggiungono nuovi Grand Cru: sono quelli e basta. Le DOCG non si creano per decreto, si creano per una superiorita’ riconosciuta del terroir nel corso di lunghissimi periodi di tempo, per la maggior parte gia’ passati (cioe’ hanno gia’ capito dove viene il vino molto buono e dove non viene). Quanti anni sono davanti all’Italia? Mah, 50? Ditemi voi…
The jerarchy of production is very very strict. Out of 27000ha, just 514ha (320 red, 194 white) are considered Grand Cru: their prices are sky high. The rest is equally split between communal and regional denominations. There is a very stable definition of which are the Grend Cru, no big additions. These are the recognized peaks of quality following a very long time of selection (already past). They precisely know where is the good wine produced. How many years are they in front of us? 50 years? You will tell me…

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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