Le opinioni del vino: le abitudini di acquisto – prima puntata

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Questa puntata delle Opinioni del vino ha avuto meno consensi della precedente sulle guide, dato che abbiamo raccolto soltanto 44 risposte. Non sono molte, e questo va soprattutto a danno della consistenza dei risultati dell’indagine, che peraltro non avrebbe comunque acquisito alcuna valenza statistica. In questo primo post ci dedichiamo alle soglie del prezzo d’acquisto del vino di tutti i giorni e di quello “della domenica”, concludendo che i professionisti del settore sono meno disposti a spendere per le grandi bottiglie ma hanno una soglia di acquisto leggermente piu’ alta per la bottiglia di tutti i giorni. E parliamo poi dei parametri secondo i quali si decide cosa acquistare: in cima alle preferenze troviamo l’annata di produzione e il marchio del produttore, soprattutto per gli acquisti dei grandi vini. Ma quello che forse vale la pena di sottolineare di piu’ e’ che i consumatori vogliono il marchio e vogliono la denominazione, a differenza di quanto sembra stare nella testa dei professionisti, a giudicare dalle risposte.

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This survey has been less successful than the previous one, amid a less appealing subject and a lower seasonality period for the blog (44 answers). For these reasons, answers are probably skewed more than what happened for the previous surveys. In this first post, we look at the daily wine and quality wine issue, analysing the purchase prices and the criterias of choice. It seems that consumers are more keen to pay for the quality bottle and less keen to pay for the daily wines than wine professionals and, more interesting, there is a clear difference between the perception of the brand by consumers vs. experts, which tells us once again that in our economy the brand is very important, and probably more important than what experts tend to consider.


Partiamo con le soglie di prezzo. Le risposte sono state piuttosto alte, segno che chi ha fatto il sondaggio beve bene. Abbiamo raggiunto un valore di circa EUR5.1 per la bottiglia del giorno per gli appassionati e 5.4 per i professionisti. Per converso, la “bottiglia della domenica” diventa cara sopra i 29 euro per i professionisti del settore, contro un piu’ significativo EUR32 per gli appassionati, che dunque sembrano essere disposti a spendere di piu’.
At what price would you buy your wine? Overall prices are high, meaning that people answering are used to drink well. EUR5.4 for daily wines by professionals and EUR5.1 by consumers. On the other hand, the “Sunday bottle” as we called it, is at EUR32 for consumers and EUR29 for experts.

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Passiamo alla seconda domanda, che era relativa all’importanza di alcuni criteri nel decidere l’acquisto. Beh, solo due criteri sono considerati importanti in generale: l’annata di produzione e il marchio (livello di notorieta’ del produttore nel sondaggio). Sia la denominazione DOC/DOCG che il grado alcolico non sono considerati rilevanti. Come vedete dai dati, ci sono delle discrepanze tra il vino del giorno e quello della domenica: per quest’ultimo, tutti i fattori (salvo il grado alcolico contenuto) hanno piu’ importanza, e noterete in particolare che le piu’ forti differenze sono sull’annata di produzione e, subito dopo, sul marchio: cioe’ per fare vini percepiti di qualita’ il marchio e’ importante.
Second question was about the importance of some criterias in buying wines. In general, two criterias are important: the vintage year and the brand. Wine denomination and alcohol level (low) were both not such relevant. As you can see from data, there are gaps between daily wine and Sunday wine: the latter has all these criterias being more important, but in particular you will notice the most significant gaps vs. daily wines in the vintage year and in the brand: to make quality wines the brand is important.

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Il secondo taglio dei dati lo abbiamo fatto in base a professionisti/consumatori e abbiamo guardato al vino del giorno. I consumatori sono molto piu’ attenti al marchio e alla notorieta’ del produttore (che quindi e’ un fattore che va tenuto in considerazione e costruito!), mentre sono molto meno sensibili all’annata di produzione rispetto ai professionisti. Per entrambi, la denominazione ha poco importanza, anche se noterete che i consumatori sono leggermente piu’ influenzati da questo aspetto.

The second cut was to look at professional/consumer and daily/Sunday wine. For daily wines, consumers are more keen on considering brands in their choices, while they are less sensibile to the vintage year, which is a bit more important for wine experts.

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Passando al vino della domenica, quello che potete apprezzare e’ che il marchio assume un’importanza ancora piu’ significativa. Per i consumatori, il livello e’ 3.4, quindi una media di 3 stelle e mezzo, se ricordate il sondaggio, mentre per i professionisti e’ 2.5, due stelle e mezzo. Anche la denominazione diventa piu’ importante, siamo a 2.9, cioe’ tre stelle medie per i consumatori, contro i 2.1 dei professionisti (che non fanno differenza tra il vino della domenica e quello del giorno). In conclusione, se per i professionisti una grande bottiglia si sceglie di piu’ con l’annata che con il marchio, per i consumatori e’ il contrario e…. e quindi il marketing e’ forse un aspetto sul quale chi produce vino dovrebbe fare maggiore attenzione…
Moving to Sunday wine, what you can see is that the brand is more important. It is at 3.4, which is 3 and a half stars on our scale, while for professionals is 2.5, one star less. Also denomination is more important, were are at 2.9, which is 3 starts, vs. 2.1 of professionals (which make no difference with the daily wine). In conclusion, if for professionals, the Sunday bottle is more a matter of vintage year than of brand, for consumers it exactly happens the other way round. What does this mean? That wine producers should more and more work on their brand perception.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Le opinioni del vino: le abitudini di acquisto – prima puntata”

  • Fabrizio

    Forse non mi è chiara la chiave di lettura che hai dato al fattore produttore, io non avevo inteso la “notorietà” in termini di percezione quantitativa bensi qualitativa.
    Nel rispondere al questionario, io ho inteso il parametro produttore in questi termini: dovendo scegliere tra due Amaroni Valpolicella DOC con medesimo grado alcolico e prodotti nella stessa annata la mia preferenza sarebbe caduta su Le Salette piuttosto che su Pasqua.
    Leggendo la tua analisi pare che la scelta di cui sopra si sarebbe dovuta orientare verso il più noto e non verso il migliore.
    Oppure ho solo letto male io?

  • bacca

    Mah io direi che non stiamo dicendo cose del tutto diverse. Si sta parlando di quanto ti influenza il nome di chi lo produce. E dietro a questo c’e’ una serie di cose come la qualita’ del prodotto piuttosto che la percezione che da a chi lo produce. Io questo lo chiamo marchio.
    Ora, se io voglio regalare una bottiglia a uno che non capisce niente di vino, gli regalo una bottiglia di un produttore famoso. Se voglio regalare una bottiglia a uno che capisce molto di vino, gli regalo magari una bottiglia di un produttore meno noto “come notorieta’ del marchio”, ma magari molto noto.
    Le Salette, piuttosto che Gulfi oppure Benanti in Sicilia, oppure Poggio Argentiera per il Morellino, stanno diventando dei marchi. Quindi comperi il Capatosta perche’ lo fa Poggio Argentiera oppure perche’ lo hai assaggiato. Sapendo chi c’e’ dietro Poggio Argentiera magari lo comperi anche senza averlo assaggiato o senza che te lo abbiano consigliato: questo e’ il marchio…

    mi sono spiegato?

    bacca

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