Gli utili 2006 delle maggiori aziende vinicole italiane – fonte: Mediobanca

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Parliamo oggi di utili, sia operativi che netti dei bilanci 2006 delle maggiori aziende italiane. Innanzitutto, come e’ andato questo 2006? Sembra decisamente bene a vedere questi numeri. L’utile operativo cumulato delle 18 aziende che abbiamo analizzato e’ passato da 119m a 144m, cioe’ il 22% in piu’. Questo e’ un dato ancora piu’ significativo quando si considera che gia’ il 2005 aveva segnato un +19% rispetto ai 100m del 2004. Inoltre, il margine sul fatturato e’ migliorato in modo molto significativo, passando dal 6.2% al 7.1%. Vedremo se i dati di Mediobanca che saranno pubblicati ad Aprile 2008 confermeranno questa tendenza.

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We move today to the analysis of 2006 performance of Italian wine companies in terms of operating profits and net profits. How was 2006? It seems very good, looking at these numbers. Adding up the figures of the first 18 companies, we derive a 22% jump of EBIT from 119m to 144m, which comes after a +19% of 2005. In addition, the margin of EBIT on sales moved up by another 90bps from 6.2% to 7.1%. I hope that these good figures will be confirmed in Aprile 2008 for all the Italian wine industry when data will be published.


Passiamo alla classifica delle varie aziende, facendo le seguenti brevi considerazioni.
Fuori le cooperative, che non fanno soldi “per statuto” visto che li pagano ai propri azionisti-fornitori, quasi tutte le principali aziende italiane fanno soldi, ad eccezione di un paio di casi di aziende in pareggio o poco al di sotto (Gancia e Zonin, tanto per non far nomi, come al solito).
Key considerations out of the series of graphs which I am showing you:
Excluding cooperatives, which are not set to make money, all the major Italian wine companies are profitable with a couple of exceptions of companies which are near breakeven (Gancia and Zonin, to be precise).

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Come dicevamo prima, ci sono dei significativi miglioramenti da parte di alcune aziende, in particolare menzionerei Ruffino (ristrutturata da Constellation Brands) e Frescobaldi, protagoniste di un vero e proprio balzo del margine operativo, come ben mostrato dal grafico. Ruffino e’ passata dal 5% del 2004 al 19%, mentre Frescobaldi dal 10% al 17%.
As we were commenting before, there is a significant improvement in the profitability of a few of these companies, in particular we would mention Ruffino (restructured by Constellation Brands) and Frescobaldi, which had a strong improvement of their margin. Ruffino moved from 5% to 19% in 2 years, Frescobaldi from 10% to 17%.

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Il piu’ profittevole tra i grandi operatori resta Antinori, che mostra un invidiabile margine operativo del 25% sul fatturato, seguito al secondo posto da Santa Margherita che continua a far segnare dei parametri di redditivita’ in continuo miglioramento.
In termini di margini, nessuno tra i privati ha mostrato significativi deterioramenti di redditivita’. Il peggiore e’ stato Banfi, che ha perso 1% dal 10.8% al 9.8%.
The most profitable companies is still Antinori, with a 25% EBIT margin, followed by Santa Margherita which continues to show a fantastic performance in terms of margins.
In 2006, no private company showed a material deterioration of their margins. The worst one has been Banfi which had a 1% decline in EBIT margin from 10.8% to 9.8%, not much.

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Si nota una tendenza a un miglioramento dei margini di alcune cooperative (cosa gia’ commentata con i risultati di GIV e, prima ancora delle altre cooperative), che sembra stiano optando per tenere un po’ di margini all’interno forse per finanziare degli investimenti. E’ il caso di GIV che passa dal 2% al 4.4%, di Cavit dall’1.7% al 4.5%, di Cantine Riunite dal 4% al 6% e della Cantina di Soave dall’1.7% al 3.2%.
It is instead quite interesting to see that some cooperatives are starting to keep a bit of margin instead of distributing it, possibly in view of higher investments which the companies might opt to do. It is the case of GIV which moved from 2% to 4.4%, Cavit from 1.7% to 4.5%, Cantine Riunite from 4% to 6% and of Cantina di Soave from 1.7% to 3.2%.

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Infine bisogna menzionare l’utile netto. Qui generalmente le cose vanno talvolta meglio per quelli che vanno peggio a livello operativo, perche’ ci sono i crediti di imposta e perche’ qualche provento straordinario lo si trova sempre, nonostante gli oneri finanziari. Proprio per questa strana regola Zonin riesce a pareggiare nel 2006. Peggio va a Gancia, che tra le aziende di questa lista e’ l’unica nel 2006 a mostrare una perdita. Dall’altro lato, Antinori si conferma il leader italiano con utile piu’ che doppio rispetto al n.2 Santa Margherita e al n.3 Giordano.

Finally, we make a point on net profit. Here sometimes companies with worse operating results are not so penalized, thanks to tax credits and special items. For this stranger rule, Zonin has been able to stay in breakeven in 2006. The worst performer is Gancia, which is the only one showing a loss. On the other hand, Antinori is still the undisputed leader in Italy with a net profit more than double than the n.2 Santa Margherita and the n.3 Giordano.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Gli utili 2006 delle maggiori aziende vinicole italiane – fonte: Mediobanca”

  • Ettore

    Caro Baccaglio,

    volevo solo complimentarmi con lei per l’apprezzabile lavoro che sta svolgendo.
    Il suo sito sta veramente diventando un punto di riferimento per gli operatori appartenenti al nostro settore merceologico.
    Continuerò a seguirla con curiosità ed interesse. Ancora complimenti.

    Ettore Nicoletto.
    Direttore Generale
    Gruppo Santa Margherita

  • bacca

    Grazie mille dell’apprezzamento. Sono molto contento di come si sta sviluppando il blog e ho in serbo qualche ulteriore novita’ per far crescere il ritmo degli aggiornamenti. State sintonizzati…

    Marco

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