Classifica 2006 delle aziende italiane secondo il valore aggiunto – fonte: Mediobanca

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Dopo aver visto il fatturato 2006, passiamo alla classifica delle aziende vinicole italiane in base al valore aggiunto e al margine operativo 2006. Come ho gia’ avuto modo di sostenere sul blog tempo fa, ritengo la classifica in base al valore aggiunto quella piu’ vera e piu’ significativa, in quanto rappresenta la quantita’ di valore che l’azienda “aggiunge”: cosi’ un piccolo produttore che parte dalla vigna e arriva alla vendita al consomatore finale, ha forse un fatturato basso ma concentra in se tutto il valore, mentre un distributore di vino potrebbe avere volumi molto significativi ma un valore basso. Cosi’ una cooperativa che trasferisce tutto il valore creato ai propri azionisti-fornitori tramite prezzi elevati di vendita delle uve, ha un valore aggiunto inferiore a un operatore privato che cerca di massimizzare proprio la misura del valore aggiunto.

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After reviewing the ranking of Italian wine operators by sales, we now look at value added. As I already pointed out on this blog sometimes ago, I think this is the true ranking, as it takes only what a company “adds” to the value of production: a small but fully integrated producer might create more value added than a large distributor with very tiny margin. Or, if you like, a cooperative transferring all of its value creation to the suppliers-shareholders through a high purchase price of grapes has a lower value added than a private operator which is there to maximize profits.

Detto questo passiamo ai numeri e alla classifica, che e’ “ribaltata” rispetto a quella del fatturato: le cooperative perdono la loro leadership. Il primo resta Antinori, che ha avuto una crescita dell’11% a 71m, davanti a GIV, balzata del 18% (anche grazie alle acquisizioni) a 55m. Poi c’e’ un buco fino a Caviro, Campari (dati stimati) e Frescobaldi, che sono a 34m. In questo caso pero’ Campari e Frescobaldi sono in significativa crescita (12% e 21% rispettivamente), mentre Caviro resta su valori stabili. Giordano, che e’ la privata n.1 per fatturato e’ invece soltanto n.4 tra le private (+14% nel 2006), presumibilmente per via del fatto che la sua produzione e’ meno integrata verticalmente.
This said, let’s look at the ranking, which is very different from the one based on sales: cooperatives are not leaders here. The first one is Antinori, which grew its value added by 11% to 71m. Then it comes GIV, with a strong 18% jump to 55m, also thanks to acquisitions. Then there are three operators (Caviro, Campari and Frescobaldi) all around 34m. However it is worth to point out that while Campari and Frescobaldi are growing by 12% and 21% respectively, Caviro was nearly flat in 2006. Giordano, which is the n.1 private wine producer by sales is just n.4 among private ones (+14% in 2006), presumably due to the lower integration and quality of its products.

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E qui passiamo al secondo discorso, del margine del valore aggiunto sul fatturato. Questa misura indica quanto l’azienda e’ integrata, piu’ che essere una misura buona o cattiva del lavoro: cioe’ e’ meglio una societa’ con un basso rapporto valore aggiunto sul fatturato che cresce che non una azienda molto integrata in declino. Tre aziende toscane sono in cima a questa classifica: Antinori, Frescobaldi e Ruffino. Antinori passa dal 54% al 55% nel 2006, Frescobaldi dal 40% al 46% mentre Ruffino passa dal 34% al 40%. Poi Santa Margherita (dal 34% al 35%) e un altro toscano Banfi, al 35% (in discesa dal 38%). Anche in questa classifica Giordano resta piuttosto indietro al 20%, a dimostrazione di una propensione piu’ commerciale che industriale di questa azienda.
Moving to margin, the key remark to do here is just that this measure how much a company is integrated and what segment is its products. The key remark is that there are 3 Tuscan companies leading this ranking: Antinori, Frescobaldi and Ruffino. Antinori moves from 54% to 55% in 2006, Frescobaldi from 40% to 46%, while Ruffino moves from 34% to 40%. After them there is Santa Margherita (34% to 35%), then Banfi, which decline from 38% to 35% in 2006. Also in this ranking, Giordano comes quite late with 20%, with a further sign that its business model is more skewed towards commercial aspects than industrial ones.

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Parlando invece dalla crescita, e’ necessario fare qualche distinguo. La sommatoria dei risultati di queste aziende mostra una crescita del 12%, uguale a quella realizzata tra il 2004 e il 2005. Se analizziamo puramente la crescita percentuale del 2006 e guardiamo la classifica, mettiamo sul trono la Cantina di Soave, che e’ cresciuta del 34% da 8m a 11m, seguita da Cavit, che passa da 15m a 20m e da Ruffino (da 20m a 25m). Se invece guardiamo ai valori assoluti invece che a quelli percentuali, il balzo piu’ significativo lo hanno messo a segno i due leader, GIV (+8.6m) e Antinori (+6.9m), seguiti da Frescobaldi (+5.8m) e poi Ruffino e Cavit (+5m).
Growth, Here we should talk about two rankings: percentage and absolute value. On percentage, these companies moved up by 12% in 2006 on average, similarly to what was posted between 2004 and 2005. If we just look at the % growth of 2006, the n.1 has been Cantina di Soave, with a 34% jump to 11m, followed by Cavit up 32% to 20m and by Ruffino, up 26% to 25m. If we move to absolute values, the two market leaders GIV (+8.6m) and Antinori (+6.9m) are maintaining their position, followed by Frescobaldi (+5.8m) and Ruffino and Cavit (+5m).

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Riassumiamo i buoni e i cattivi del 2006. In forte crescita: Cantina di Soave, Cavit e GIV tra le cooperative, Ruffino e Frescobaldi tra i privati. Buona performance: Giordano, Campari, Santa Margherita, Antinori, Cantine Riunite e Botter. Cosi’ cosi’: Zonin, Martini e Gancia. Non sono cresciuti: Caviro, Mezzacorona, Coltiva e Banfi.
Let’s make a final ranking of the good and the bad of 2006. Strong growth: Cantina di Soave, Cavit and GIV among cooperatives, Ruffino and Frescobaldi for privates. Good performance: Giordano, Campari, Santa Margherita, Antinori, Cantine Riunite and Botter. Light growth: Zonin, Martini e Gancia. No growth: Caviro, Mezzacorona, Coltiva e Banfi.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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