Banfi – risultati e analisi di bilancio 2005

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Banfi e’ uno degli ultimi produttori che ci sono rimasti da analizzare. E’ una delle grandi societa’ private del vino italiano, con un fatturato di circa 64m che vende principalmente in Italia (40% del fatturato) e in USA (42%). E’ quindi un “esportatore” tra i produttori italiani, con un peso sul fatturato di circa il 60%. Come vedremo e’ un produttore che sta investendo in modo signifativo (oltre il 10% del suo fatturato) per sviluppare il prodotto e diversificare nel segmento alberghiero. E’ stato fondato negli anni 70 e ha oggi una tenuta di 2830 ettari, di cui 970 vitati. Lo stabilimento ha una capacita’ produttiva di 12m di litri.
Banfi is one of the last large Italian producers we still have to analyse. Banfi is one of the large private operators of Italian wine industry, with 64m of revenues mainly in Italy (40%) and US (42%). It is also an exporter, with a weight of international sales of 60%. As we will show later, Banfi is heavily investing (over 10% of its revenues) to develop its products and to diversify into the hotel business. It was founded in the Seventies, and now has a 2830ha estate of which 970 are vineyards. The production facility has a 12m liter capacity.

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Estensione di alcuni singoli vigneti/Area of some key vineyards and grape planted:
Poggio all’Oro 14ha – Brunello
Tavernelle 98ha – Cabernet Sauvignon
Mandrielle 17ha – Merlot
Belnero 12ha – Pinot Nero
Colvecchio 12ha – Syrah
Fontanelle 40ha- Chardonnay
Serena – 12ha – Sauvignon Blanc
San Angelo 98 ha – Pinot Grigio

Nel corso del 2005 il fatturato e’ cresciuto del 2%, supportato dallo sviluppo del mercato americano (+7%) che ha piu’ che compensato il calo di mercati extra EU e resto del mondo (-12%) e un laconico -2% realizzato nel mercato italiano. Nel 2004, la crescita del fatturato era stata piu’ significativa, intorno al 6%. During 2005, revenues grew by 2%, thanks to the increase in US (+7%) which offset a 12% decline in rest of Europe and of the World and a poor -2% reported in Italy. In 2004, revenues were performing better with a +6%.

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La struttura dei costi e’ costituita principalmente dalle materie prime (scese dal 44% al 40% del fatturato) e dai costi per servizi (22-23% delle vendite). Il costo del personale cresce nel 2005 del 3% e rappresenta una voce di costo inferiore (16% del fatturato) rispetto agli altri. Il Margine operativo lordo nel 2005 e’ stato pari a EUR14m, con un margine del 22% del fatturato, in crescita rispetto al 18% del 2004 sostanzialmente grazie alla minore incidenza degli acquisti. Come e’ capitato per altri produttori, anche Banfi ha deciso di rivalutare il marchio (EUR25m) con il pagamento di una tassa, in cambio di un ammortamento deducibile per i prossimi anni (un piccolo espediente del nostro ministro delle Finanze per cercare di far quadrare i conti nel breve termine, non importa se ci fa avvicinare di qualche passo ai nostri amici argentini). Cosi’ l’utile operativo cresce soltanto del 7%. Riclassificando l’ammortamento del marchio, ci ritroviamo con un utile operativo rettificato di quasi 10m di euro, un margine (piuttosto interessante) del 15% e una crescita annua nell’ordine del 40%. Per quanto riguarda l’utile netto, Banfi ha raggiunto 1.4m nel 2005, ma con le opportune classificazioni si arriva intorno ai 3.5m. Un livello non elevato, anche a causa di una incidenza fiscale piuttosto rilevante (58% nel 2005).
The cost structure is mainly represented by raw materials (declining from 44% to 40% of sales) and by services (22-23% of sales). Personnel in 2005 was up 3% and is a relatively less important cost (16% of sales. EBITDA in 2005 reached EUR14m with a 22% margin and an increase from the 18% level of 2004 thanks to lower purchases. As for other producers, Banfi decided to write-up the value of the brand (EUR25m) by paying a one-off tax but creating a deductible amortisation for the coming years (a small trick by the Italian government to support short term results at the expense of long term, in order to let Italy smoothly move towards Argentina). As a result, operating profit was just +7%. Adjusting for brand depreciation, EBIT was nearly 10m in 2005, with a quite good margin of 15% and a 40% yearly growth. As far as net profit is concerned, Banfi just reached 1.4m in 2005, but with some adjustment, a more correct number would be 3.5m EUR. Not high, also because of the high weight of tax (58% rate).

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La gestione del circolante di Castello Banfi e’ piuttosto buona. Il magazzino viaggia intorno ai 200 giorni di fatturato, mentre i crediti verso clienti sono calati da quasi 150 giorni a circa 125. Il capitale circolante e’ quindi migliorato nel 2005 al 60% del fatturato da oltre il 65% del 2004.
Working capital management was quite good in 2005, with inventories are 200 days of sales and receivables declining from 150 to 125. As a result, working capital moved from 65% to 60% of sales in 2005.

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Parlavamo di capitale investito e investimenti. Bene, Castello Banfi e’ una societa’ che sta investendo molto pensantemente in questi anni nella sua crescita organica. Il capitale investito e’ passato da 106m a 127m, principalmente finanziato con mezzi propri. Il debito resta molto basso a 23m di euro, quindi un livello di circa 1.5x il Margine operativo lordo, che e’ una misura molto efficace per capire quanto le aziende sono indebitate: per un’attivita’ come quella del mondo del vino e per mantenere un “rating” con le agenzie di un livello buono e’ necessario non superare il livello di 3-3.5x.
Dicevamo gli investimenti: nel 2005 sono stati EUR7.4m, di cui 2.5m in agricoltura e 2.1m in cantina. Uno dei grandi progetti e’ la riqualificazione del castello Poggio alle Mura all’attivita’ alberghiera. Nel 2006 erano previsti 8.8m di investimenti +15%, di cui 2m per nuovi vigneti, 1.6m in cantina e 4.2m per il progetto alberghiero.
Castello Banfi is heavily investing in these years to grow and diversify. The capital employed moved from 106m to 127m in 2005 and is basically financed by equity. Debt is very low at 23m, a ratio of 1.5x debt/EBITDA (we recall that this is one of the key ratios to look at and that in order to be in a good shape and get cheap borrowings, it should stay in the region of 3-3.5x). Investments were strong: EUR7.4m in 2005 of which 2.5m in agriculture and 2.1m in the cellar. One of the major projects currently in place is to revert Castello Poggio alle Mura to a resort. In 2006 there are 8.8m of investments expected (+15%), of which 2m for new vineyards, 1.6m in the cellar and 3.2m to complete the hotel project.

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In un momento di cosi’ rilevanti investimenti il ritorno sul capitale non puo’ che essere sacrificato: il ritorno sul capitale dell’8% e molto simile al costo del capitale dell’azienda, mentre gli azionisti stanno in questi anni indubbiamente facendo un sacrificio per finanziare la crescita degli anni futuri (ma il loro basso ritorno va anche visto considerando gli EUR25m della rivaltuazione del marchio!). In such a significant investment cycle, the return on capital is clearly sacrified at 8%. This holds true also for return on equity which is particularly low at 3.5-4% (also in view of the revaluation of the brand).

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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