Nuova Zelanda – produzioni, superfici e struttura del settore vinicolo – dati 2006

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Fonte: New Zealand Winegrowers
Molti si chiederanno perche’ questo post sulla Nuova Zelanda. Elenco (numericamente!) i motivi: (1) hanno un servizio statistico eccellente e tempestivo; (2) hanno una struttura del settore vinicolo giovane, dinamica e che si muove nella direzione che sarebbe auspicabile anche per noi; (3) mi sanno simpatici.
Many of you might ask me why a deep review on New Zealand. This the "numeric" sequence of reasons: (1) the have a fantatstic statistical service; (2) they have an enviable sector structure: young, dinamyc and moving in the same direction which we would like to take; (3) this is a country that I like.

A parte gli scherzi, la nuova Zelanda con i suoi 22mila ettari di vitigno (cioe’ meno della meta’ del Piemonte, circa come la Lombardia o il Lazio) e’ un esempio sotto tutti i punti di vista, salvo forse uno: che non producono per il loro mercato nazionale ma per il nostro. Grande crescita della superficie vitata: +13% anno negli ultimi 10 anni.
More seriously, New Zealand has just 22k/ha (roughly like Lombardy or Lazio, less than half of Piedmont), but is an example on all points of view, except one: they do not produce for their national market but more and more for our markets. Vineyards are growing quickly at 13% per annum in the last 10 years.

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Primo fatto. Il grafico precedente mostra una superficie in costante crescita, dai 10000 ettari del 2000 ai correnti 22000, ma soprattutto ci dice due altre cose:
– che le rese per ettaro tendono a ridursi, quindi la produzione si muove verso una maggiore qualita’; 80q/ha (-3% annuo negli ultimi 10 anni) e’ il 20% abbondamente in meno che in Italia, dove abbiamo una tradizione nel vino clamorosa rispetto ai nostri amici agli antipodi;
– che hanno una programmazione. E’ eccezionale: sanno largo circa che gli ettari del 2009 saranno 26200, cioe’ quasi 4000 in piu’ del 2006. Come vedremo nella prossima puntata, sanno anche che vitigno ci sara’ in queste nuove aree!
First. The graph just above shows an area constantly growing, from 10k to current 22k, but also 2 other things:
– yields are going down, so production is moving towards higher quality. 80q/ha (-3% yearly in the last 10 years) is 20% below Italy, where we have a fantastic tradition vs. our friends in New Zealand…
– second, they have planning. This is fantastic. They know what will be the area in 2009, so 4000 hectars more than now. They also know, as we will see in the next post, what grape will be planted in the new areas.

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Secondo. La struttura si consolida. La dimensione media per produttore e’ superiore ai 40 ettari, roba da castelli di Bordeaux. In Italia, non vogli neanche ricordarmi quanto era la media (ve lo ricordo 1 ettaro, contro i 6 della Francia e i 18 degli USA). Il numero dei produttori ovviamente cresce con il settore in crescita.
Second. The industry structure is consolidating. The average size per producer is now over 40 hectares, something similar to Bordeaux chateaux. In Italy we have 1 hectare! (vs. 6 of France and 18 of US). The number of producer is even growing thanks to the growth of the sector.

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Forse la parte meno lusinghiera ma che giustifica lo sviluppo. I consumi di vino in Nuova Zelanda sono in crescita. Forse e’ vero che quando si fa il vino buono questo si vende. Nonostante questo, la nuova Zelanda e’ passata dal 30% die export sul fatturato del 2002 al 45-50% odierno.
Maybe, the less interesting feature is the trend of consumption, which is growing but less than the exports. Anyway, both measures show that quality wine has better trends than other wines. Exports moved from 30% of total sales in 2002 to 45-50% currently.

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E qui chiudiamo il cerchio. Mercato in crescita, sforzo di miglioramento del prodotto (rese piu’ basse), specializzazione della produzione (vedremo nella prossima puntata che non hanno tanti dubbi su cosa piantare!), buon spirito di marketing (di nuovo tra due giorni guardiamo al boom del Pinot…), consolidamento del settore (produttori mediamente grandi). Risultati: un quintale d’uva oggi e’ mediamente venduto al DOPPIO di 10 anni fa, cioe’ una crescita annua del 9%.
Final point. The market grows, the effort is to improve products (lower yields), the production is specialising in fewer grapes, there is a good marketing (they are following the trend of Pinot), the sector is consolidating (larger producers). FInal results: the price of grape is now twice as high as 10 years ago, which makes a 9% annual growth.

Seconda puntata sui vitigni. Next post on grape varieties.

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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